Pressione alta e alimentazione: attenzione ai primi caldi

Con l’inizio della bella stagione e i primi caldi chi soffre di ipertensione potrebbe registrare sbalzi da tenere sotto controllo: se da un lato l’aumento della temperatura può far calare i valori durante il giorno, dall’altro occorre prestare qualche attenzione in più per evitare sbalzi pressori eccessivi.

Oltre ad evitare di stare all’aperto nelle ore più calde della giornata, vestirsi in modo leggero per facilitare la termoregolazione e bere molto, l’alimentazione e lo stile di vita possono giocare un ruolo importante.

L’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei maggiori e più frequenti fattori di rischio cardiovascolare. In Italia circa il 15-20% della popolazione adulta soffre di ipertensione arteriosa; è meno frequente nelle donne fino al periodo della menopausa, mentre in seguito colpisce di più il sesso femminile.

Si definisce pressione arteriosaipertensione arteriosa uno stato costante e non occasionale in cui la pressione è elevata rispetto a standard fisiologici considerati normali. Si è in presenza di pressione elevata quando la pressione massima o sistolica misurata dal medico ha costantemente valori superiori o uguali ai 140 mmHg e la pressione minima o diastolica superiori costantemente o uguali ai 90 mmHg. L’aggettivo costante è fondamentale, dato che durante la giornata la pressione può subire delle variazioni transitorie legate a numerosissimi fattori.

L’aumento dei valori pressori si accompagna spesso alla comparsa di sintomi per lo più aspecifici quali mal di testa, stordimento e vertigini, ronzii nelle orecchie (chiamati acufeni), alterazioni della vista (presenza di puntini luminosi davanti agli occhi), perdite di sangue dal naso (epistassi) poiché, soprattutto se avviene in modo graduale, l’organismo si abitua progressivamente ai valori sempre un po’ più alti e non manda segnali.

Tuttavia l’ipertensione è uno dei fattori di rischio dell’insorgenza della malattia cardiovascolare aterosclerotica e di insufficienza renale. In una percentuale molto bassa (5%) l’ipertensione rappresenta la conseguenza di malattie, congenite o acquisite, che interessano i reni, i surreni, i vasi, il cuore, e per questo viene definita ipertensione secondaria, nella restante percentuale (95%) si tratta di ipertensione primaria la cui eziopatogenesi è multifattoriale. Diverse condizioni infatti predispongono all’insorgenza di ipertensione arteriosa tra cui: familiarità, età, alcune patologie come il diabete e stili di vita non corretti.

Ipertensione e stile di vita

In particolare è stato dimostrato che un consumo eccessivo di sale e un basso consumo di potassio e magnesio può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non superare i 5 g di sale al giorno (che corrispondono a 2 g di sodio).

L’eccesso di peso aumenta il lavoro che il cuore deve fare per pompare il sangue in tutto il corpo. È soprattutto la localizzazione viscerale o centrale del grasso (circonferenza vita superiore a 88 per la donna e 102 per l’uomo) che correla maggiormente con l’ipertensione. Il mantenimento di un peso adeguato è un fattore importante nel ridurre il rischio di ipertensione e quindi di avere malattie cardiovascolari.

Cosa fare e cosa evitare

Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere nei limiti i valori di pressione arteriosa. Anche in associazione alla terapia farmacologia un’alimentazione adeguata è di grande aiuto, in quanto aumenta l’efficacia dei farmaci antipertensivi.

Si consiglia di:

Ridurre il consumo di sale

  • ridurre il consumo di sale, cercando di limitarne l’aggiunta alle pietanze (che ne sono già ricche naturalmente);

  • Erbe aromatiche

    usare erbe aromatiche e spezie per insaporire le pietanze oppure limone e aceto balsamico.

  • limitare il consumo di alimenti ricchi di sale (alimenti conservati sotto sale, in scatola o salamoia, dadi, pane e prodotti da forno cibi confezionati e da fast-food, snack salati, salse, formaggi ad alto contenuto in grassi, affettati, molluschi ecc.), ma anche cibi affumicati, cibi sott’olio, cibi sott’aceto; liquirizia (un suo abuso può innalzare i valori pressori);

  • scegliere cibi ad elevato contenuto di fibre e basso tenore in zuccheri semplici;

  • non esagerare con il consumo di frutta soprattutto quella zuccherata (uva, banane, fichi, cachi, mandarini, ecc.);

  • scegliere cibi con un basso contenuto di grassi saturi e idrogenati, e privilegiare quelli con maggiore tenore di grassi monoinsaturi e polinsaturi;

  • consumare almeno tre porzioni di pesce a settimana. Preferire pesci azzurri o pesci dei mari freddi;

  • consumare quotidianamente verdura e frutta soprattutto quelle ricche di potassio;

  • consumare quotidianamente carboidrati complessi (privilegiando quelli integrali) a basso indice glicemico;

  • preferire metodi di cottura come: il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura e la cottura in padella;

  • leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in sale. I termini sale e sodio sono spesso usati come sinonimi; è utile precisare che il sale è composto dal 40% di sodio (Na+) e dal 60% di cloro (Cl-), e che quindi un grammo di sodio è equivalente a 2,55 g di sale. Si definisce “a basso tenore in sodio” un alimento che non supera i 120 mg di sodio/100 g. È bene guardare sempre l’elenco degli ingredienti; non utilizzate quindi i cibi che hanno tra i primi ingredienti il sale. Esistono in commercio dadi, o prodotti già pronti in generale, che riportano sulla confezione la scritta “senza Glutammato di Sodio” o “prodotto a basso contenuto di sodio”;

  • evitare periodi di digiuno prolungato, consumare pasti regolari;

  • evitare la sedentarietà: usare le scale anziché l’ascensore, cercare di spostarsi il più possibile a piedi o in bicicletta; portare la spesa a casa con una borsa con ruote anziché con l’automobile; parcheggiare l’auto lontano dalla propria destinazione;

  • praticare regolarmente attività fisica soprattutto aerobica (camminare,Fare movimento pedalare, nuotare) almeno 50 minuti al giorno e fare esercizi di rinforzo muscolare almeno 3 volte a settimana;

  • ridurre il consumo di alcool: è nota una relazione diretta tra alcol ed ipertensione;

  • bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno;

  • non fumare: il fumo aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e altre malattie delle arterie;

  • regolarizzare il peso corporeo ma evitare regimi dietetici troppo ristretti.

Tali consigli non devono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del medico.

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