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Meno Sale più Salute

Anche quest’anno tra il 4 e il 10 marzo ricorre la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, promossa dal WASH (World Action on Salt & Health), a cui aderisce anche la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana).

Quest’anno all’invito a moderare il consumo di sale si aggiunge l’invito a ridurre il consumo di zuccheri aggiunti a molti alimenti e bevande.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda meno di 5 g di sale al giorno.

Occhio alle etichette!

Ricordiamo però che ci sono molti alimenti che pur non contenendo sale contengono sodio.

Il sodio è un esaltatore di sapidità, lo ritroviamo in molti ingredienti quali ad esempio dadi da brodo, salse, ecc.

È necessario controllare sempre l’etichetta e limitare tutti quei prodotti che riportato tra gli ingredienti cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, nitrato di sodio, solfato di sodio, glutammato monosodico (E621).

Meno sale: quanti benefici

Ridurre il sale abbassa la pressione arteriosa, migliora la funzionalità del cuore e dei reni.

Il salato aumenta l’appetibilità degli alimenti, quindi induce a mangiarne di più anche quando si è sazi; quindi ridurre il sale può aiutare anche a ridurre il giro vita.

Inoltre il consumo di alimenti lavorati con metodi di salatura o conservati con sale potrebbe predisporre all’insorgenza del tumore allo stomaco.

Ricordiamo anche che un consumo eccessivo di sodio aumenta l’escrezione urinaria del calcio, favorendo l’osteoporosi.

Trucchi per limitare il sale

Il sale naturalmente contenuto negli alimenti (ad esempio in acqua, frutta, verdura, carne, ecc.) è già sufficiente per le nostre necessità.

Possiamo abituare il nostro palato alla riduzione del sale in modo graduale utilizzando di più le spezie, le erbe aromatiche, l’aceto e il succo di limone, e limitando invece l’uso di dadi da brodo, senape, salsa di soia e ketchup, che sono ricchi di sale.

Per ridurre l’apporto di sodio giornaliero andrebbe inoltre limitato il consumo di salumi, insaccatiformaggi stagionati, prodotti industriali come crackers, grissini, alimenti sott’olio e sott’aceto, pancarrè, pasta sfoglia e piatti pronti, avendo cura di leggere l’etichetta nutrizionali.

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