Alimentazione in caso di Herpes Zoster

Alimentazione in caso di Herpes zoster

Prefazione

Quando nel mio studio si presenta un paziente affetto da Herpes Zoster conosciuto anche come Fuoco di SantAntonio la prima reazione che spesso osservo è un misto di spavento e confusione. Dottore, è contagioso?”, Quanto durerà il dolore?, e, quasi sempre: Cosa posso mangiare per guarire prima?

È proprio da questa domanda che nasce lidea di questo articolo: offrirti una guida chiara, scientificamente fondata ma semplice da seguire, su come **lalimentazione può diventare un alleato fondamentale nella gestione dell’Herpes Zoster.

Il virus, che molti di noi portano silenziosamente nel corpo fin dallinfanzia dopo aver contratto la varicella, può riattivarsi in momenti di stress, calo delle difese immunitarie o stanchezza cronica. E quando lo fa, non è affatto tenero: dolore neuropatico, bruciore, sfoghi cutanei e stanchezza sono solo alcune delle manifestazioni più frequenti.

Quello che non tutti sanno è che ci sono alimenti che possono aiutare il corpo a reagire meglio al virus, a contenere i sintomi e a ridurre i tempi di guarigione. Allo stesso modo, alcuni cibi comunemente considerati salutaripossono invece peggiorare la situazione, perché favoriscono la replicazione virale.

Nel corso delle prossime sezioni ti guiderò tra consigli pratici, spiegazioni scientifiche semplificate e aneddoti reali dalla mia vita professionale, perché tu possa affrontare al meglio anche a tavola questo momento delicato.

Che tu sia nel pieno della fase acuta o stia cercando di prevenire una ricaduta, troverai qui risposte e strumenti utili per il tuo benessere.

Iniziamo!

Tabella dei Contenuti

1. Herpes Zoster: cos’è e come influisce sull’organismo

1.1 Breve richiamo virologico: la riattivazione del virus della varicella

L’Herpes Zoster è causato dalla riattivazione del virus Varicella-Zoster (VZV), lo stesso responsabile della varicella. Dopo l’infezione primaria – spesso contratta durante l’infanzia – il virus non viene eliminato del tutto dall’organismo, ma rimane “dormiente” nei gangli nervosi spinali.
In alcune condizioni, come un calo delle difese immunitarie, periodi di forte stress, malattie croniche o semplicemente l’invecchiamento, il virus può riattivarsi, dando origine al Fuoco di Sant’Antonio.

1.2 Sintomi principali: dolore neuropatico, eruzione cutanea, stanchezza

I sintomi iniziano spesso con una sensazione di bruciore, formicolio o dolore pungente localizzato in un’area precisa del corpo, solitamente su un solo lato. Dopo pochi giorni, compaiono lesioni cutanee vescicolari simili a piccole bolle, che seguono il decorso di un nervo.
Il dolore – di natura neuropatica – può essere molto intenso, anche dopo la scomparsa delle lesioni, in quella che viene definita nevralgia post-erpetica.
Un altro aspetto non trascurabile è la profonda stanchezza e il senso di spossatezza, che spesso accompagna il paziente per tutta la durata della malattia.

Alimentazione e herpes zoster: questione di difesa immunitaria

1.3 Le fasi: fase acuta e fase post-erpetica

  • Fase acuta: comprende i primi 7-10 giorni, in cui compaiono e si evolvono le lesioni cutanee. È anche la fase più contagiosa e dolorosa.
  • Fase subacuta/post-erpetica: dopo la guarigione della pelle, può rimanere un dolore persistente e profondo, talvolta invalidante, che può durare settimane o mesi.

Questa suddivisione è utile perché ci permette, anche da un punto di vista nutrizionale, di adattare la dieta in base al momento clinico che il paziente sta vivendo.

1.4 L’importanza di un supporto nutrizionale adeguato

In qualità di nutrizionista, mi trovo spesso a spiegare che una corretta alimentazione può essere un vero e proprio strumento terapeutico complementare. Non solo aiuta il sistema immunitario a reagire più efficacemente al virus, ma contribuisce anche a ridurre l’infiammazione, proteggere i nervi, migliorare il tono dell’umore e accelerare la guarigione dei tessuti.

Vita da studio

Mi capita spesso di ricevere pazienti che arrivano in studio dopo settimane di sofferenza, convinti che “ormai l’herpes ha fatto il suo corso”. Eppure, modificando la dieta anche in fase post-acuta, ho visto miglioramenti significativi in termini di dolore residuo e recupero dell’energia.

Una signora di 64 anni, ad esempio, ha ridotto del 50% i sintomi della nevralgia post-erpetica nel giro di due settimane, semplicemente eliminando i cibi ricchi di arginina e aumentando quelli contenenti lisina.

Nel prossimo capitolo entreremo nel dettaglio di quali alimenti è meglio evitare per non “nutrire” involontariamente il virus e rallentare la guarigione.

2. Cosa NON mangiare con l’Herpes Zoster

2.1 Alimenti ricchi di arginina: perché evitarli

Uno degli aspetti meno noti ma più importanti quando si parla di alimentazione e Herpes Zoster riguarda l’arginina, un aminoacido che, sebbene normalmente utile per l’organismo, può diventare controproducente durante la fase attiva del virus.
Studi e osservazioni cliniche indicano che l’arginina può favorire la replicazione del virus Herpes Zoster, poiché viene utilizzata dal virus stesso per moltiplicarsi nei tessuti nervosi e cutanei.

Ecco perché, almeno durante la fase acuta (e in alcuni casi anche durante la fase post-erpetica), è fondamentale limitare fortemente gli alimenti ad alto contenuto di arginina.

2.2 I “falsi amici”: cibi sani ma controproducenti

Tra gli alimenti più ricchi di arginina – spesso presenti anche in diete considerate “sane” – troviamo:

  • Frutta secca: noci, mandorle, anacardi, arachidi
  • Cioccolato (soprattutto fondente)
  • Avena e muesli
  • Semi di zucca, sesamo e girasole
  • Legumi in eccesso, come lenticchie e ceci (in fase acuta meglio moderarli)

Anche se molti di questi alimenti sono salutari in altri contesti, in presenza di Herpes Zoster è meglio sospenderli temporaneamente, per evitare di facilitare l’attività virale.

2.3 Cibi infiammatori: zuccheri semplici, fritti, carni lavorate

Oltre alla questione dell’arginina, è essenziale ridurre il carico infiammatorio sistemico. Questo significa evitare:

  • Zuccheri semplici e raffinati: merendine, dolci confezionati, bevande zuccherate
  • Fritture e oli vegetali raffinati
  • Carni processate: salumi, insaccati, wurstel
  • Alcol e caffè in eccesso, che possono irritare il sistema nervoso

Un’alimentazione infiammatoria peggiora il dolore neuropatico e può prolungare i tempi di guarigione, aumentando il rischio di nevralgia post-erpetica.

2.4 Vita da studio: quando una colazione “healthy” può allungare la sofferenza

Ricordo una paziente che, pensando di fare scelte salutari, faceva colazione ogni mattina con porridge d’avena, semi di lino e mandorle, accompagnati da cacao amaro. All’apparenza, un’ottima abitudine. Ma nel contesto dell’Herpes Zoster, era un vero e proprio “pasto pro-virus”.

Dopo averle spiegato il ruolo dell’arginina, abbiamo rivisto insieme la colazione inserendo yogurt greco, frutti di bosco e una fonte proteica.

Risultato? Riduzione del dolore e miglioramento dell’energia già dopo 5 giorni.

2.5 Cosa succede se non si regola l’alimentazione

Trascurare l’aspetto alimentare significa lasciare il virus libero di replicarsi con più facilità, prolungando i sintomi, la fatica e il rischio di complicazioni nervose.
Anche se non esiste una “cura” definitiva contro l’Herpes Zoster, la dieta può agire come un freno naturale, rendendo l’organismo un ambiente meno favorevole per il virus.
Nel prossimo capitolo ti mostrerò, invece, quali alimenti preferire per contrastare efficacemente l’Herpes Zoster e supportare la tua guarigione.

Alimentazione e herpes zoster: questione di difesa immunitaria e alimentazione

3. Cosa mangiare con il Fuoco di Sant’Antonio

3.1 Il ruolo della lisina: aminoacido “antagonista”

Se l’arginina può stimolare la replicazione dell’Herpes Zoster, la lisina, altro aminoacido essenziale, si comporta in modo opposto: ha un effetto antagonista, ostacolando l’attività virale.
Questo avviene perché lisina e arginina competono per gli stessi trasportatori cellulari. In altre parole, più lisina c’è nell’organismo, meno spazio c’è per l’arginina, riducendo così le condizioni favorevoli per il virus.

Integrare quotidianamente fonti alimentari ricche di lisina è uno dei migliori strumenti nutrizionali di cui disponiamo per supportare il corpo durante e dopo la fase acuta.

3.2 Alimenti consigliati: yogurt, carne bianca, legumi

Ecco alcuni alimenti che consiglio regolarmente ai miei pazienti in caso di Herpes Zoster:

Yogurt naturale o greco:
ricco di lisina, proteine e probiotici benefici per il sistema immunitario.
pollo e tacchino sono eccellenti fonti proteiche e apportano lisina in forma biodisponibile.
versatili e nutrienti, ideali anche a colazione.

soprattutto lenticchie e fagioli, ottimi se abbinati a cereali integrali leggeri.

salmone, sgombro, trota, utili anche per l’apporto di omega-3 e vitamina B12.

Consiglio spesso di creare pasti equilibrati ma leggeri, con una buona fonte proteica, vegetali e pochi carboidrati semplici.

3.3 Antiossidanti e vitamine: quali frutta e verdura scegliere

Il virus dell’Herpes Zoster produce uno stress ossidativo che può danneggiare le cellule nervose. Per questo è fondamentale aumentare gli antiossidanti naturali attraverso frutta e verdura.

Alimentazione e herpes zoster: frutta fresca

Suggerisco in particolare:

Frutti di bosco: mirtilli, more, lamponi → ricchi di antociani

Spinaci, broccoli, cavoli → ricchi di folati e vitamina C

Carote e zucca → ottime fonti di beta-carotene

Agrumi → arance, mandarini e kiwi, per rinforzare le difese

Curcuma e zenzero freschi → con azione antinfiammatoria

L’obiettivo è creare un ambiente “sfavorevole” al virus, potenziando al contempo i sistemi di difesa dell’organismo.

Sai che esiste una correlazione tra cibo e ritmo circadiano? Ne parliamo qui: “Come l’orario dei pasti influisce sul metabolismo”

3.4 Idratazione e ricostruzione: perché l’acqua è (quasi) terapeutica

Spesso sottovalutata, l’idratazione è un aspetto cruciale nel trattamento dell’Herpes Zoster. Il virus, infatti, può compromettere il normale equilibrio idrico dell’organismo, specialmente se accompagnato da febbre o inappetenza.

Raccomando di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, privilegiando:

  • Acqua naturale
  • Infusi di erbe lenitive (es. camomilla, malva, tiglio)
  • Brodi vegetali leggeri, utili anche per reintegrare sali minerali

L’idratazione aiuta a drenare le tossine, favorisce la circolazione dei nutrienti e sostiene la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

3.5 Vita da studio: la dieta tipo che consiglio nei primi 10 giorni

Nei primi giorni di comparsa dell’Herpes Zoster, spesso propongo ai miei pazienti un piano alimentare tipo, semplice ma strategico.

Un esempio:

  • Colazione: yogurt greco con frutti di bosco e un cucchiaino di miele
  • Spuntino: una banana o una fetta di pane di segale con hummus leggero
  • Pranzo: petto di pollo alla piastra, spinaci saltati e riso basmati
  • Merenda: infuso di malva + 2 gallette con crema di ceci
  • Cena: filetto di trota al forno, broccoli al vapore e purè di patate dolci

È una dieta pensata per sostenere il sistema immunitario, ridurre l’infiammazione e fornire lisina a sufficienza, senza appesantire l’organismo.

Nel prossimo capitolo parleremo di un altro alleato fondamentale nella gestione del Fuoco di Sant’Antonio: le vitamine del gruppo B, con un focus speciale sulla B12 e la B6.

4. Vitamina B e supporto al sistema nervoso

4.1 Perché le vitamine del gruppo B sono cruciali con l’Herpes Zoster

Quando il virus dell’Herpes Zoster si riattiva, attacca in modo diretto il sistema nervoso periferico, provocando dolore acuto, formicolii, bruciore e, nei casi più gravi, nevralgia post-erpetica.
È qui che entra in gioco un gruppo di nutrienti spesso sottovalutati: le vitamine del gruppo B, veri e propri modulatori della salute neurologica.


Queste vitamine svolgono ruoli chiave nella trasmissione degli impulsi nervosi, nel metabolismo energetico e nella ricostruzione delle guaine mieliniche che rivestono i nervi. Una loro carenza può non solo aumentare la percezione del dolore, ma anche ritardare la guarigione.

4.2 Focus su B12: sostegno ai nervi e alla rigenerazione

La vitamina B12 (cobalamina) è forse la più importante in questo contesto. Ha la capacità di:

  • Ridurre il danno nervoso causato dal virus
  • Migliorare la funzione sensoriale e motoria
  • Contribuire alla sintesi della mielina, che protegge i nervi
  • Agire come coadiuvante nel trattamento della nevralgia
Alimentazione e herpes zoster: ridurre l'infiammazione

Fonti alimentari raccomandate:

  • Pesce: sgombro, salmone, tonno
  • Uova
  • Fegato (in piccole quantità, ben cotto)
  • Latticini, in particolare yogurt intero o greco

Nei pazienti vegani o con malassorbimento, può essere necessario valutare integrazione orale o iniezioni sotto supervisione medica.

4.3 B6 e umore: come contrastare stanchezza e irritabilità

La vitamina B6 (piridossina) è un’altra protagonista. Non solo contribuisce al metabolismo delle proteine e al sostegno del sistema immunitario, ma ha un impatto diretto sulla sintesi di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina.

In termini pratici, una buona disponibilità di B6 può aiutare a:

  • Contrastare la stanchezza cronica
  • Migliorare l’umore e ridurre l’irritabilità
  • Supportare la resilienza psicofisica nei periodi di recupero

Fonti consigliate:

  • Cereali integrali
  • Banane
  • Avocado
  • Pollame (pollo e tacchino)

4.4 Quando ha senso integrare? Consigli clinici

Nel mio lavoro, valuto caso per caso se è necessario assumere vitamine del gruppo B sotto forma di integratori.
Le situazioni che più frequentemente richiedono un supporto extra sono:

  • Pazienti con scarso appetito o dieta squilibrata
  • Anziani con ridotta capacità di assorbimento
  • Persone con disturbi gastrointestinali cronici
  • Vegetariani o vegani da lungo tempo

Un integratore ben formulato, contenente B12, B6 e B1, può velocizzare la ripresa e prevenire la cronicizzazione del dolore neuropatico, soprattutto se assunto nelle prime fasi.

Alimentazione e herpes zoster: integrare

4.5 Vita da studio: i segnali di carenza che osservo più spesso nei pazienti

Nel mio studio, i pazienti colpiti da Herpes Zoster spesso arrivano con una carenza latente di vitamine del gruppo B.

Segnali comuni che osservo:

  1. Pelle pallida e affaticata
  2. Intorpidimento o formicolio alle estremità
  3. Irritabilità, tristezza immotivata
  4. Debolezza muscolare senza sforzo

Dopo un’attenta valutazione, propongo un’alimentazione mirata e, se necessario, una supplementazione controllata, che in molti casi porta benefici tangibili già dopo pochi giorni.


Nel prossimo capitolo ci concentreremo su come potenziare il sistema immunitario attraverso la dieta, per prevenire ricadute e rafforzare le difese dell’organismo nel lungo termine.

5. Alimentazione e sistema immunitario: strategie per ridurre le recidive

5.1 Come potenziare le difese naturali attraverso il cibo

Una delle domande che ricevo più spesso dai pazienti dopo un episodio di Fuoco di Sant’Antonio è: “Dottore, posso fare qualcosa per non farlo tornare?
La risposta è sì, e uno degli strumenti più potenti è proprio l’alimentazione preventiva, che aiuta a tenere alto il livello delle difese immunitarie e a mantenere il virus dormiente.


Tra i cibi che potenziano le difese naturali troviamo:

  • Frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine A, C, E e di antiossidanti
  • Alimenti fermentati, come kefir, crauti, yogurt con fermenti attivi
  • Spezie immunostimolanti, tra cui curcuma, aglio, zenzero e pepe nero
  • Fonti di zinco e selenio, presenti in pesce, uova e legumi
  • Proteine di alta qualità, fondamentali per la rigenerazione cellulare

Una dieta varia, colorata e ricca di micronutrienti rappresenta la prima linea di difesa contro le recidive.

5.2 Il ruolo del microbiota intestinale

Il nostro intestino non è solo un organo digestivo: è la sede del 70% del sistema immunitario.

Un microbiota in equilibrio aiuta a contenere lo stress infiammatorio e a rispondere meglio agli attacchi virali, incluso quello del virus VZV.

Cosa favorisce un microbiota sano?

  • Fibre prebiotiche, come quelle contenute in porri, cipolla, carciofi, banane
  • Alimenti fermentati, che introducono probiotici vivi
  • Evitare antibiotici inutili e alimenti ultra-processati
  • Idratazione costante, che sostiene il transito intestinale

Nel mio studio ho spesso osservato che pazienti con dismenorrea intestinale o stitichezza cronica hanno una risposta immunitaria più debole. Lavorare sul microbiota riduce anche la probabilità di recidive virali.

5.3 Stress, sonno e alimentazione: un triangolo da non trascurare

Un aspetto che sottolineo sempre ai miei pazienti è che alimentarsi bene non basta se non si gestiscono anche stress e riposo.

Lo stress cronico, infatti, può:
>> Sopprimere l’attività immunitaria
>> Facilitare la riattivazione del virus
>> Inibire l’assorbimento dei nutrienti, in particolare del gruppo B

Un sonno regolare, profondo e continuo è fondamentale per rigenerare il sistema immunitario. 

Alimentazione e herpes zoster: le verdure fresche

Alcuni alimenti aiutano a favorire il rilassamento e la qualità del sonno, come:

• Fiocchi d’avena (moderati)
• Tisane rilassanti (passiflora, melissa)
• Cibi ricchi di triptofano, come uova, semi di sesamo, riso integrale

5.4 Prevenzione: cosa modificare nel lungo termine

Dopo l’episodio acuto, consiglio un approccio graduale ma costante alla prevenzione alimentare. Alcuni accorgimenti includono:

  • Mantenere buoni livelli di lisina, anche a lungo termine
  • Limitare l’assunzione cronica di arginina (soprattutto se si soffre di herpes ricorrente)
  • Monitorare con esami i livelli di B12 e B6 annualmente
  • Integrare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
  • Inserire un pasto fermentato al giorno (es. yogurt o kefir)

Con queste semplici abitudini, è possibile rinforzare le difese e tenere il virus sotto controllo, anche per anni.

5.5 Vita da studio: i cambiamenti che funzionano davvero

Mi piace raccontare la storia di Marco, 47 anni, che dopo un primo episodio di Herpes Zoster ricorrente ogni anno, ha deciso di cambiare stile di vita. Abbiamo lavorato insieme per ottimizzare la sua dieta, migliorare la qualità del sonno e ridurre il carico di stress. Dopo sei mesi, non solo non ha più avuto recidive, ma riferiva anche più energia e meno infiammazioni generali.

Sono convinto che la prevenzione nutrizionale sia la chiave del successo in queste situazioni, e ogni piccolo cambiamento, se mantenuto, può fare una grande differenza.

Nel prossimo capitolo tireremo le somme, concludendo con i punti chiave da ricordare e un consiglio finale dal mio studio.

6. Conclusioni

6.1 L’approccio integrato: alimentazione, stile di vita, integrazione

L’Herpes Zoster, per quanto imprevedibile e doloroso, può essere gestito in modo più efficace se affrontato con una visione completa: non solo farmaci, ma anche alimentazione mirata, supporto micronutrizionale e cura dello stile di vita.

Durante il mio lavoro di nutrizionista, ho potuto constatare che i pazienti che scelgono di modificare le loro abitudini alimentari e migliorare il proprio equilibrio psico-fisico vivono meglio la fase acuta e riducono il rischio di recidive o complicanze nervose.


Nutrire il corpo con ciò di cui ha realmente bisogno – lisina, vitamine del gruppo B, antiossidanti, fibre – significa dare al sistema immunitario gli strumenti per reagire in modo più efficiente. Allo stesso modo, eliminare (anche solo temporaneamente) alimenti che nutrono il virus o aumentano l’infiammazione sistemica è un’azione concreta di difesa.

6.2 L’importanza della personalizzazione

Va detto con forza: non esiste una dieta standard per tutti i pazienti colpiti da Herpes Zoster.
Ogni organismo ha le sue caratteristiche, i suoi punti deboli e i suoi bisogni. In studio lavoro sempre sulla personalizzazione dei piani alimentari, valutando storia clinica, esami recenti, sintomi, stile di vita e preferenze alimentari.

È questo che fa la differenza: un piano costruito su misura, non copiato da internet o improvvisato, ma studiato per accompagnare davvero il paziente in tutte le fasi della malattia.

Alimentazione e herpes zoster: consulenza ad hoc

6.3 Un consiglio finale dal mio studio

Se hai affrontato da poco un episodio di Fuoco di Sant’Antonio, o se tendi ad avere recidive frequenti, non aspettare che il problema si ripresenti per agire.

Scegli di prenderti cura di te ora, partendo da ciò che metti nel piatto ogni giorno.
Anche solo una colazione diversa, una cena più equilibrata, una tisana serale rilassante, possono avviare un processo di benessere che va oltre la nutrizione. E se hai dubbi, domande o bisogno di un piano adatto a te, rivolgiti a un professionista qualificato: insieme possiamo costruire una strategia che ti permetta di affrontare il futuro con più energia, meno dolore e maggiore consapevolezza. Nel prossimo paragrafo troverai una raccolta di FAQ pratiche basate sulle domande più frequenti dei pazienti e degli utenti online: risposte rapide, concrete e rassicuranti per chi sta vivendo – o ha vissuto – l’esperienza dell’Herpes Zoster.

7. Domande frequenti (FAQ)

Durante la fase acuta del Fuoco di Sant’Antonio, è meglio evitare il cioccolato, anche quello fondente. Questo alimento è infatti ricco di arginina, un aminoacido che può facilitare la replicazione del virus. In una fase più avanzata o in prevenzione, può essere reintrodotto con moderazione, ma sempre in base al quadro individuale.

Non è “dannosa” in senso assoluto, ma l’avena contiene una buona quantità di arginina, motivo per cui durante un episodio attivo è preferibile sospenderla temporaneamente. In alternativa, si possono scegliere cereali come riso basmati o pane di segale, meno ricchi di questo aminoacido.

Consiglio di puntare su frutti ricchi di antiossidanti e vitamina C, come:

  • Mirtilli, more e lamponi
  • Kiwi
  • Arance e mandarini
  • Melograno
  • Mele (meglio con la buccia, se ben lavate)

Evita invece frutta secca e tropicale (es. papaya, avocado in eccesso), che possono contenere più arginina o risultare troppo zuccherini.

La durata dipende da molti fattori (età, stato immunitario, stress), ma una dieta corretta può accorciare la fase acuta di diversi giorni e ridurre l’intensità del dolore, soprattutto se iniziata precocemente. In media, i sintomi cutanei durano 7-10 giorni, ma il dolore può persistere anche oltre. Con l’aiuto nutrizionale, è possibile contenere la durata e prevenire complicanze.

No, sconsiglio l’assunzione autonoma di integratori, specialmente quelli a base di vitamina B12, perché l’eccesso può essere inutile o, in alcuni casi, problematico. È importante verificare i livelli plasmatici con un esame del sangue e valutare se c’è reale carenza o bisogno terapeutico, sempre con il supporto di un professionista.

Sì, ma devono essere scelti con attenzione. Alcuni integratori che ho visto funzionare nei miei pazienti includono:

  • Lisina (aminoacido antagonista dell’arginina)
  • Vitamine del gruppo B, in particolare B12 e B6
  • Antiossidanti naturali come vitamina C, quercetina, NAC
  • Probiotici specifici per sostenere l’intestino e il sistema immunitario

La chiave, però, è la personalizzazione: ciò che è utile per uno può non esserlo per un altro. Per questo è sempre consigliata una consulenza mirata.

Hai altre domande personali o una situazione clinica da chiarire? Parlane con il tuo nutrizionista di fiducia: la risposta giusta passa sempre da un ascolto attento e da un piano personalizzato.

8. Bibliografia

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• EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. (2016). Scientific opinion on dietary reference values for vitamin B12. EFSA Journal, 14(8), e04564.

• Zoster Vaccine Recommendations. Centers for Disease Control and Prevention (CDC), https://www.cdc.gov/vaccines/vpd/shingles/public/zostavax/index.html

L’articolo è stato redatto sulla base di fonti scientifiche autorevoli e aggiornate, integrate con l’esperienza clinica diretta nel trattamento nutrizionale di pazienti affetti da Herpes Zoster.

Dott.
Federico Bruno

Biologo Nutrizionista

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