Olio nell’alimentazione dei bambini: guida completa al fegato di merluzzo, olio d’oliva ed essenziali

Olio nell'alimentazione dei bambini una guida pratica alla somministrazione corretta di questo alimento

Come biologa nutrizionista, spesso mi confronto con le domande e i dubbi di tanti genitori desiderosi di offrire ai propri figli un’alimentazione sana, bilanciata e soprattutto sicura. Uno degli argomenti che genera più curiosità – e spesso anche confusione – riguarda proprio l’uso degli oli nell’alimentazione dei bambini.

“Dottoressa, posso mettere l’olio d’oliva nella pappa del mio bimbo?” oppure “Mi hanno consigliato l’olio di fegato di merluzzo, ma è davvero utile o è una moda?”… E ancora: “Gli oli essenziali fanno bene ai bambini o sono pericolosi?”. Ecco alcune delle domande più frequenti che ricevo nel mio studio, e che mi hanno spinta a scrivere questa guida completa.

L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di fare chiarezza, offrendo una panoramica scientificamente fondata ma comprensibile, su quali oli sono adatti all’alimentazione pediatrica, in che modo vanno utilizzati e quali benefici (o rischi) possono comportare.

Parleremo del famosissimo olio di fegato di merluzzo, ancora oggi molto utile in alcune situazioni, ma da usare con attenzione. Approfondiremo il ruolo dell’olio extravergine di oliva, prezioso alleato dello svezzamento e della crescita. Dedicheremo uno spazio anche agli oli essenziali, che spesso vengono confusi con gli oli alimentari, ma che vanno gestiti con grande prudenza.

Cercherò di rispondere in modo pratico e diretto, come faccio ogni giorno con i genitori che si rivolgono a me. E, come nella mia “vita da studio”, inserirò esempi concreti per aiutarvi a capire quando, come e perché scegliere un tipo di olio piuttosto che un altro.

Perché mangiare bene da piccoli significa crescere meglio. E ogni scelta, anche un semplice cucchiaino d’olio, può fare la differenza.

Tabella dei Contenuti

1. Olio di fegato di merluzzo: benefici e precauzioni

1.1 Cos’è davvero l’olio di fegato di merluzzo?

Chi è nato tra gli anni ‘60 e ‘80 probabilmente ne ha almeno sentito parlare dai genitori o dai nonni: l’olio di fegato di merluzzo era il classico “cucchiaino obbligatorio” prima di uscire di casa, specie nei mesi freddi. Oggi, pur con forme più moderne e gusti meno traumatici, questo integratore trova ancora il suo spazio in alcune situazioni nutrizionali pediatriche.

Tecnicamente, si ottiene dalla spremitura del fegato del merluzzo, un pesce dei mari nordici. A renderlo interessante è la sua composizione: vitamina D, vitamina A e Omega-3 (EPA e DHA) in buone concentrazioni.

Questi nutrienti – se usati bene – offrono un supporto prezioso:

  • La vitamina D aiuta l’organismo ad assorbire il calcio e sostiene la salute delle ossa.
  • La vitamina A ha un ruolo fondamentale per la vista, la pelle e il sistema immunitario.
  • Gli Omega-3 sono coinvolti nello sviluppo del cervello e nella funzione cognitiva.

Vita da studio: Una volta, una nonna mi ha detto con tono fiero:“Io l’ho dato a tutti e tre i miei figli, mai presi un raffreddore!”. È chiaro che oggi abbiamo strumenti diversi, ma l’intuizione non era sbagliata: in alcune fasi della crescita, può davvero aiutare.

1.2 Quando può essere utile?

Nella mia esperienza, non tutti i bambini hanno bisogno dell’olio di fegato di merluzzo. Però ci sono situazioni in cui diventa un valido alleato:

  • In inverno, quando l’esposizione al sole diminuisce e la produzione di vitamina D cala drasticamente.
  • Nei bambini con alimentazione poco varia, che faticano a coprire i fabbisogni vitaminici.
  • In caso di carenze documentate (soprattutto di vitamina D o Omega-3).

Ci sono formulazioni pensate appositamente per l’infanzia, anche aromatizzate (limone, arancia…) che rendono l’assunzione meno traumatica rispetto al passato. A volte suggerisco di aggiungerlo a uno yogurt bianco, senza zuccheri: si amalgama bene e non altera troppo il sapore.

Vita da studio: Una mamma, disperata perché il figlio si rifiutava di prenderlo puro, ha risolto così: un cucchiaino nascosto nella sua crema di banana e mela. “Non se n’è nemmeno accorto”, mi ha detto sorridendo.

1.3 Attenzione: non è un condimento

Vale la pena sottolinearlo: non è un olio da usare in cucina. Non si mette sull’insalata né si utilizza per cuocere. È a tutti gli effetti un integratore, con dosaggi precisi da rispettare.

Assumerlo in eccesso può causare disturbi: troppa vitamina A, ad esempio, può provocare nausea, mal di testa o irritabilità. La vitamina D, se accumulata in quantità elevate, può interferire con l’equilibrio del calcio.

Per questo non lo consiglio mai “a occhio” o su iniziativa personale. Va valutato caso per caso, con analisi o indicazioni specifiche. Anche se è “naturale”, può avere effetti forti.

In sintesi

L’olio di fegato di merluzzo non è passato di moda, ma va usato con intelligenza. È uno strumento che possiamo ancora utilizzare, a patto di inserirlo in un percorso nutrizionale ragionato.

Nel prossimo capitolo parleremo invece dell’olio che tutti conosciamo, che sta già sulle nostre tavole ogni giorno e che è una vera colonna portante anche nell’infanzia: l’olio extravergine di oliva.

L'olio di fegato di Merluzzo somministrato ai bambini

2. Olio extravergine di oliva nell’alimentazione pediatrica

2.1 Un alleato prezioso fin dalle prime pappe

Se dovessi scegliere un solo alimento da portare nello zainetto dello svezzamento, sarebbe sicuramente lui: l’olio extravergine di oliva, quello buono, spremuto a freddo e preferibilmente italiano.

Non è solo una fonte di grassi buoni – e lo è davvero – ma è anche un supporto alla digestione, alla crescita del cervello e all’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K). Per questo, quando inizio a costruire uno schema di svezzamento, l’olio EVO è una delle prime introduzioni: 1 cucchiaino a crudo, già dalle prime pappe.

Mi capita spesso di vedere genitori dubbiosi che mi chiedono: “Ma davvero ogni giorno?”. E io rispondo sempre con un sorriso: “Sì, ma con misura. Non è un supereroe, ma se usato bene fa miracoli silenziosi”.

2.2 Biologico? Meglio sì, ma attenzione alle etichette

Un’altra domanda classica: “Meglio biologico o va bene anche quello del supermercato?”.
Io, nei primi anni di vita del bambino, preferisco il biologico, ma con una precisazione importante: biologico non vuol dire automaticamente “di qualità”.

Ecco cosa consiglio di controllare:

  • Che sia spremuto a freddo (lo trovi scritto sull’etichetta).
  • Che provenga da oliveti italiani (se è DOP o IGP, ancora meglio).
  • Che sia conservato in bottiglie scure, con tappo antirabbocco.
  • Che la data di scadenza non sia troppo lontana (per evitare oli vecchi e ossidati).

Una mamma mi ha raccontato: “Pensavo che bastasse scrivesse ‘extra vergine’ sulla bottiglia. Poi ho imparato a leggere l’etichetta… e ho cambiato olio!”

Se sei interessato ad approfondire le caratteristiche dell’olio evo, leggi il nostro approfondimento: “Quante ne sai sull’olio extravergine di Oliva?

2.3 Olio EVO e stitichezza: funziona?

Tra i “rimedi della nonna” che ancora oggi si tramandano, uno dei più gettonati è questo: “Metti un po’ d’olio d’oliva nella pappa che lo sblocca!”
E in parte… è vero.

L’olio extravergine d’oliva ha un effetto lubrificante e blandamente lassativo, quindi può essere d’aiuto nei casi lievi di stipsi legata allo svezzamento. Ma attenzione: non è una soluzione miracolosa, e non bisogna abusarne.

Come far mangiare l'olio ai bambini

Quando una mamma mi dice “la bimba non fa la cacca da tre giorni”, non mi limito a dire “aumenta l’olio”. Valutiamo insieme se ci sono abbastanza fibre, acqua, movimento… L’olio può aiutare, ma non fa tutto da solo.

Una combinazione che suggerisco spesso è: pera cotta + un cucchiaino d’olio EVO. Delicata, dolce, funzionale. Spesso i bimbi l’apprezzano e ne traggono beneficio.

In sintesi

L’olio extravergine d’oliva è un alimento sicuro, utile e ben tollerato dai bambini. Accompagna lo svezzamento e resta importante anche negli anni successivi.

Nel prossimo capitolo, vedremo invece quali altri oli possono essere usati nell’infanzia – e quali invece sarebbe meglio evitare o limitare. Perché non tutto ciò che è “vegetale” è automaticamente adatto a un bambino.

3. Quale olio usare (o evitare) per i bambini?

3.1 Gli oli che consiglio più spesso

Quando si parla di grassi nell’alimentazione dei bambini, noto che c’è ancora molta confusione. Qualcuno pensa che vadano evitati del tutto, altri invece li usano in eccesso. La verità, come sempre, sta nel mezzo: non tutti i grassi sono uguali, e non tutti gli oli sono adatti all’infanzia.

Questi sono quelli che mi capita di consigliare più spesso in studio:

  • Olio extravergine di oliva: ne abbiamo già parlato, ma lo ripeto perché è il caposaldo. Ricco di antiossidanti, ben tollerato, perfetto sin dallo svezzamento.
  • Olio di fegato di merluzzo: utile nei mesi invernali o in caso di carenze, ma va dosato con attenzione e solo su indicazione professionale.
  • Olio di semi di lino: è una valida fonte vegetale di Omega-3 (soprattutto per i bambini vegetariani), ma richiede cautela nella conservazione: va tenuto in frigo e usato solo a crudo.

Vita da studio:  Mi ricordo un piccolo paziente vegetariano che proprio non ne voleva sapere del pesce. I genitori erano preoccupati per gli Omega-3. L’olio di lino, aggiunto alla purea di frutta, è stato un compromesso perfetto: efficace e ben accettato dal bimbo.

3.2 Oli da limitare (o evitare del tutto)

Dall’altra parte, ci sono oli che preferisco evitare, soprattutto nei primi anni di vita, quando l’organismo è più sensibile e in pieno sviluppo.

Spesso economici e usati per cucinare, ma il processo industriale ne altera i nutrienti. Contengono troppi Omega-6 che, se in eccesso, possono favorire stati infiammatori.

Anche se “vegetali”, sono ricchi di grassi saturi. Non tossici, ma in età pediatrica è meglio limitarli.

Il problema non è solo il tipo di olio, ma tutto il contesto: additivi, zuccheri e conservanti. Meglio evitarli il più possibile.

Vita da studio
Una volta ho preso una merendina confezionata per mostrarla a una mamma in studio. “Guardi quanti oli diversi ci sono in un solo snack.”
Lei è rimasta sorpresa e ha detto: “Pensavo fosse solo una tortina!”
Ed è proprio questo il punto: leggere le etichette fa la differenza.

Come leggere le etichette in modo efficace? Te lo spieghiamo qui, nella nostra guida completa alle etichette degli alimenti: “Come leggere le etichette in modo consapevole

3.3 Quanto olio usare?

Qui la parola chiave è: equilibrio.

Molti genitori temono che i grassi facciano ingrassare. In realtà, i bambini hanno bisogno di una buona quota lipidica per costruire le membrane cellulari, sviluppare il cervello e produrre ormoni.

Queste sono le quantità che indico come riferimento, da adattare ovviamente alle esigenze del singolo bambino:

  • Durante lo svezzamento: 1 cucchiaino di olio EVO crudo a pasto.
  • Dai 2 anni in poi: 2–3 cucchiaini al giorno, anche variando tra EVO e altri oli ben selezionati.
  • Integrazione con olio di fegato di merluzzo o di lino? Solo se serve davvero, e sempre con il supporto del nutrizionista o del pediatra.

Una cosa che ripeto spesso è: “Non serve annegare le pappe nell’olio per farle più nutrienti. Bastano poche gocce, ma quelle giuste.”

In sintesi

Saper scegliere l’olio giusto, nella quantità corretta, è un gesto semplice ma potentissimo.
Nel prossimo capitolo parleremo di un argomento spesso frainteso e a volte anche un po’ rischioso: gli oli essenziali nei bambini. Quando usarli, come, e – soprattutto – quando evitarli.

L'olio nell'alimentazione dell'infanzia come bilanciarlo correttamente

4. Oli essenziali e bambini: cosa sapere

4.1 Occhio alla differenza: non tutti gli oli si mangiano

Una delle confusioni più comuni che affronto nel mio lavoro riguarda la differenza tra olio alimentare e olio essenziale. Capita che qualche genitore benintenzionato mi chieda:
“Dottoressa, ho letto che l’olio essenziale di finocchio fa bene alla digestione… posso metterne qualche goccia nella pappa?”

Ecco: no, assolutamente no.
Gli oli essenziali non si mangiano, a meno che non ci sia una precisa indicazione medica (e parliamo di fitoterapia avanzata, non di “fai-da-te”).

Sono sostanze altamente concentrate, derivate da piante e fiori, ottenute per distillazione. E anche se sono “naturali”, questo non le rende automaticamente sicure, soprattutto per i bambini.

⚠️ Una sola goccia, usata male, può causare problemi seri: vomito, irritazioni, convulsioni o danni al fegato. Il corpo di un bambino piccolo non ha ancora gli enzimi giusti per metabolizzare queste sostanze così potenti.

L'olio va somministrato con attenzione nei bambini

Cerchi approfondimenti sull’alimentazione nell’infanzia? Leggi il nostro articolo: “Alimentazione nell’infanzia

4.2 I rischi dell’uso improprio (e purtroppo frequente)

Mi è capitato più volte di incontrare famiglie che avevano usato oli essenziali con leggerezza, magari perché consigliati da altri genitori o da un post sui social.

Ricordo un episodio in particolare: una bimba di 4 anni a cui avevano applicato, direttamente sul petto, un impacco con olio essenziale di eucalipto “per sbloccare il nasino”.
Risultato: una brutta irritazione cutanea.

Perché succede questo?

  • I bambini non hanno ancora un sistema enzimatico maturo, quindi non riescono a smaltire alcune sostanze.
  • Alcuni oli essenziali possono interagire con farmaci o con condizioni cliniche preesistenti.
  • La pelle dei bambini è molto più sensibile e può reagire facilmente con eritemi o rush cutanei.

4.3 Quando e come possono essere usati

Detto questo, non demonizzo affatto gli oli essenziali, anzi. Se ben usati, possono essere un alleato dolce e naturale, soprattutto per creare piccoli rituali rilassanti o migliorare la qualità del sonno.

L'olio essenziale nell'infanzia

Ecco come li consiglio io, quando servono:

  • Diffusione ambientale: poche gocce in un diffusore ad ultrasuoni con acqua, in camera da letto, mezz’ora prima della nanna.
  • Massaggi serali: diluendo sempre l’olio essenziale in un olio vettore (come mandorle dolci o jojoba), si può creare un momento di coccola rilassante.
  • Bagnetto rilassante: anche qui, sempre diluiti e mai puri. Una goccia ben emulsionata con l’olio da bagno, non direttamente nell’acqua.

🌿 Una mamma molto stressata per il sonno irrequieto del suo bimbo di 3 anni mi ha chiesto aiuto. Dopo aver escluso problemi clinici, le ho suggerito un massaggio serale con olio vegetale e una goccia di lavanda vera. Dopo due settimane, il piccolo dormiva meglio… e anche lei!

4.4 Quali oli sono adatti (e quali no)

Ecco una mini-guida che offro spesso alle famiglie, con le mie indicazioni da professionista:

Lavanda vera (Lavandula angustifolia)
Rilassante e delicata, generalmente ben tollerata dai 3 anni in su se utilizzata correttamente.
Camomilla romana
Utile per calmare e favorire il rilassamento, adatta anche ai più piccoli se ben diluita.
Tea Tree Oil
Molto utilizzato negli adulti, ma troppo irritante sotto i 6 anni.
Eucalipto (globulus)
Può causare spasmi bronchiali; da evitare nei bambini sotto i 3 anni.

Il consiglio più importante? Mai improvvisare. Gli oli essenziali sono strumenti potenti: meglio usarli poco, ma bene.

Lo sai che l’olio non fa ingrassare? Se usato bene, può aiutare nel dimagrimento leggi la nostra guida: “Dieta dell’Olio

In sintesi

Gli oli essenziali possono essere utili anche nell’età pediatrica, ma vanno trattati con grande rispetto.
Nel prossimo capitolo vedremo come riconoscere un olio di qualità, dove acquistarlo, e soprattutto come usarlo nella quotidianità per fare la differenza in modo semplice e sicuro.

L'olio di oliva nell'alimentazione dell'infanzia

5. Consigli pratici e conclusione

5.1 Come riconoscere un olio di qualità per i più piccoli

Una delle domande che mi sento fare più spesso in studio è:
“Dottoressa, ma come faccio a scegliere un olio davvero buono?”
Ed è una domanda giustissima, perché un buon olio – soprattutto se destinato ai bambini – non si sceglie a caso e nemmeno solo “perché lo usano tutti”.

Ecco cosa consiglio sempre ai genitori, in modo semplice e pratico:

Come scegliere un olio di qualità: cosa controllare in etichetta

Tipo di olio Cosa verificare
Olio extravergine di oliva • Spremuto a freddo (indicato in etichetta)
• Provenienza italiana, meglio se DOP, IGP o monocultivar
• Bottiglia scura, per proteggere i nutrienti dalla luce
• Tappo antirabbocco
• Data di raccolta o campagna olearia recente
Oli particolari (lino, fegato di merluzzo) • Diciture come “spremuto a freddo” o “purificato”
• Conservazione in frigorifero (soprattutto per l’olio di lino)
• Produzione da aziende certificate, preferibilmente per uso pediatrico
Una volta, una mamma mi ha portato un olio “speciale per bambini” acquistato online. Peccato che l’etichetta non riportasse né origine, né metodo di estrazione. Morale? Non sempre ciò che costa di più è sinonimo di qualità. Meglio imparare a leggere le etichette con occhio critico.
L'olio di lino nell'alimentazione dell'infanzia

5.2 Frequenza d’uso e buoni abbinamenti

Un’altra domanda ricorrente è: “Ma quanto olio posso dare al mio bambino?”
Qui la risposta è sempre: dipende, ma ci sono delle linee guida generali che possiamo seguire.

Indicazioni di massima sull’utilizzo degli oli
  • Olio extravergine di oliva: 1 cucchiaino a crudo a pasto (pranzo e cena), ogni giorno.
  • Olio di fegato di merluzzo: 2–3 volte a settimana durante l’inverno, e solo se c’è una reale necessità.
  • Olio di lino: 1–2 volte a settimana, in alternativa, solo se indicato (ad esempio in caso di dieta vegetariana).

Esempi pratici di utilizzo quotidiano:

  • Olio EVO su pappe, vellutate, legumi, crema di cereali.
  • Olio di fegato di merluzzo mescolato a yogurt bianco o purea di frutta (per nasconderne il gusto).
  • Olio di lino in piccole dosi su mela grattugiata o banana schiacciata.

Spesso dico ai genitori: “Non serve esagerare. Anche un piccolo cucchiaino, se inserito al momento giusto, ha un grande impatto.”

5.3 Quando è il momento di farsi aiutare da un professionista

Ogni bambino ha esigenze diverse. Alcuni hanno difficoltà a prendere peso, altri tendono alla stitichezza, altri ancora seguono regimi alimentari specifici (come vegetariani o vegani). In tutti questi casi, l’uso degli oli va personalizzato.

Rivolgersi a un nutrizionista pediatrico può fare la differenza per:

  • Evitare integrazioni inutili o, peggio, dannose.
  • Ricevere indicazioni pratiche e realistiche, basate sullo stile di vita della famiglia.
  • Imparare a leggere il cibo come uno strumento di crescita, non solo di nutrimento.
Affidarsi ai professionisti dell'alimentazione dell'infanzia
Ricordo il caso di un bimbo di 4 anni, molto magro, con poco appetito. Insieme alla mamma abbiamo rivisto l’organizzazione dei pasti e inserito oli “furbi” nei momenti strategici. Dopo poche settimane, ha ripreso peso, aveva più energia e... mangiava più volentieri!

In conclusione

Gli oli, se scelti e dosati con cura, possono essere veri alleati della crescita. Non servono mode, né superfood esotici: a volte basta un cucchiaino di buon olio italiano, usato con consapevolezza, per fare davvero la differenza.

Nell’ultimo capitolo trovi una raccolta di domande che ricevo spesso sul tema, con risposte pratiche e dirette.
Perché informarsi è il primo passo per prendersi cura davvero.

6. FAQ – Domande frequenti sui migliori oli per bambini

Qui trovi le risposte alle domande che ricevo più spesso in studio: indicazioni pratiche, ma sempre basate su buon senso e sicurezza.

1 A cosa serve davvero l’olio di fegato di merluzzo nei bambini?
È un integratore ricco di vitamina D, vitamina A e Omega-3, pensato per sostenere la crescita ossea, il sistema immunitario e lo sviluppo del cervello. Lo consiglio solo in casi specifici, ad esempio in inverno o in presenza di carenze nutrizionali documentate. Va sempre prescritto o consigliato da un professionista, perché un uso scorretto può causare effetti collaterali.
2 Qual è il miglior olio per lo svezzamento?
Senza dubbio l’olio extravergine di oliva, meglio se biologico, spremuto a freddo e italiano. È ricco di grassi buoni, favorisce l’assorbimento delle vitamine e ha un gusto delicato. Ne basta 1 cucchiaino al giorno, sempre a crudo, per arricchire le pappe dei più piccoli.
3 È vero che l’olio EVO aiuta contro la stitichezza nei piccoli?
Sì, può aiutare, ma non è una soluzione miracolosa. Grazie alla sua azione lubrificante, può favorire il transito intestinale, soprattutto durante lo svezzamento, quando il corpo del bambino si sta adattando. Tuttavia, se la stitichezza persiste, va affrontata con una strategia completa: più fibre, più acqua, e movimento.
4 L’olio di lino è sicuro per i bambini?
Lo è, ma con alcune precauzioni importanti. È una buona fonte vegetale di Omega-3, utile nei bambini vegetariani o che non mangiano pesce. Deve essere usato solo a crudo, in piccole dosi, e conservato in frigorifero, perché è molto delicato e si degrada facilmente. Meglio comunque usarlo solo se serve davvero, su indicazione nutrizionale.
5 Gli oli essenziali si possono usare nei bambini?
Solo alcuni e mai per via orale. Per esempio, lavanda vera o camomilla romana, ben diluite e usate in diffusione o in massaggi, possono essere utili. Mai improvvisare con oli come tea tree o eucalipto nei più piccoli: il rischio di reazioni è alto. Gli oli essenziali non sono alimenti e vanno trattati con attenzione.
6 Cosa devo controllare sull’etichetta per scegliere un buon olio?
Per l’olio extravergine:
  • Spremitura a freddo
  • Provenienza italiana
  • Bottiglia scura con tappo antirabbocco
  • Data di scadenza e, se possibile, campagna olearia
Per gli integratori (come l’olio di fegato di merluzzo):
  • Certificazione di purezza
  • Assenza di contaminanti
  • Dosaggio chiaro e adatto all’età pediatrica
  • Rapporto EPA/DHA ben indicato
Un buon olio non si sceglie solo per il prezzo o la marca famosa: si sceglie con la testa... e con un po’ di occhio allenato all’etichetta!

Queste sono solo alcune delle domande che ricevo ogni giorno da genitori attenti e curiosi.
Se ne hai altre, o se vuoi un consiglio personalizzato per il tuo bambino, ti invito a prenotare una consulenza: ogni bambino è unico, e anche il suo modo di crescere attraverso il cibo lo è.

7. Bibliografia

  • LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana, IV Revisione.
  • EFSA (European Food Safety Authority). “Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fats, including saturated fatty acids, polyunsaturated fatty acids, monounsaturated fatty acids, trans fatty acids, and cholesterol.” EFSA Journal, 2010.
  • Ferraris C., Alimentazione e nutrizione pediatrica, Edizioni Minerva Medica.
  • Montini G., Zuccotti G.V., Manuale di Nutrizione Pediatrica, Ed. EDRA.
  • Passeri M., Integratori e fitoterapia in età pediatrica, Tecniche Nuove.
  • Dweck A.C., “Essential Oils in Therapy: Advances in Clinical Use”, International Journal of Aromatherapy, 2005.
  • WHO – World Health Organization, Guidelines on Nutrition in Early Life and Child Development, Geneva, 2020.
  • Harvard School of Public Health, Nutrition Source: Fats and Cholesterol – Types of Fat.

Le fonti qui riportate sono state selezionate per offrire un supporto scientifico aggiornato e autorevole, utile sia ai professionisti che desiderano approfondire, sia ai genitori che cercano riferimenti validi per fare scelte più consapevoli.

Per ogni dubbio, ricorda: informarsi è importante, ma un confronto diretto con un professionista può fare la vera differenza.

Dott.ssa
Valentina Mabilia

Biologa nutrizionista

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