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Alimentazione in caso di disturbi metabolici

Cosa sono i disturbi metabolici?

 

Quando si parla di disturbi metabolici si parla di un capitolo quasi infinito di possibili patologie, alcune tra l’altro molto rare, che riguardano il metabolismo dei nutrienti, generalmente contenuti negli alimenti.

Si tratta di malattie causate da un’alterazione dei processi biochimici che consentono alla cellula di utilizzare e scomporre sostanze in composti più semplici per assimilarli e ricavarne energia. Sostanze che ingeriamo con la dieta, come i carboidrati (zuccheri), le proteine e i lipidi (grassi).

Queste disfunzioni possono essere di natura ereditaria, causate cioè da un gene difettoso, tramandato in famiglia, che provoca la carenza di proteine in grado di far avvenire le reazioni chimiche del metabolismo chiamate enzimi.

Accanto alle patologie a trasmissione ereditaria, ci sono malattie che vedono una predisposizione famigliare non riconducibile alla genetica, tra queste enorme importanza assumono in Italia la celiachia e le allergie alimentari, ancora oggi oggetto di studio in campo nutrizionale.

Inoltre i disturbi metabolici possono essere di natura multifattoriale, provocate cioè da una combinazione di elementi genetici, ambientali e legati allo stile di vita, per questo è importante prestare attenzione ad alimentazione e forma fisica.

Durante la prima visita nutrizionale, nei nostri studi, oltre le analisi del sangue che sono un ottimo screening per l’individuazione di questi disturbi, vi verrà anche chiesto se nella vostra famiglia sono presenti patologie e questo proprio perché c’è una forte ereditarietà nei disturbi metabolici e con un’alimentazione personalizzata possono senza dubbio essere prevenuti.

 

Quali sono i principali disturbi metabolici?

 

Le malattie metaboliche sono più di 500, alcune di esse ancora di difficile diagnosi.

Le principali sono:

  • Malattie del metabolismo dei lipidi, quali ipercolesterolemie e ipertrigliceridemia;
  • Malattie del metabolismo degli acidi urici (gotta);
  • Malattie del metabolismo degli zuccheri, come iperglicemie, diabete ed intolleranza al lattosio (che interessa circa il 70% della popolazione italiana);
  • Celiachia ed allergie alimentari varie;
  • Disturbi inerenti agli eccessi alimentari quindi obesità e sovrappeso.

Oggi si parla anche di sindrome metabolica cioè una serie di fattori di rischio che aumentano notevolmente la probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete. Questi fattori comprendono accumulo eccessivo di grasso corporeo, elevati valori di colesterolo cattivo, di trigliceridi e ipertensione arteriosa, oltre a resistenza all’insulina. La sindrome metabolica è considerata uno stato infiammatorio cronico e gli squilibri generati dalla sindrome metabolica possono facilmente compromettere le funzionalità renali e portare a diabete.

I principali fattori di rischio sono:

  1. Obesità addominale: circonferenza vita >102 cm nell’uomo > 80 cm nelle donne;
  2. Ipertrigliceridemia (valore superiore a 150 mg/dl);
  3. Colesterolo HDL < 40 mg/dl nell’ uomo e < 50 mg/dl nelle donne;
  4. Pressione arteriosa ≥ 135/85 mmHg;
  5. Glicemia a digiuno ≥ 110 mg/dl o terapia farmacologica specifica o precedente diagnosi di diabete mellito di tipo 2

 

Sindrome metabolica nutrizione sana

 

Cosa si può fare per prevenire o migliorare questi disturbi?

 

Le malattie metaboliche, il diabete in primis, spesso non presentano sintomi nella prima fase e per questo un controllo medico e le analisi cliniche sono il miglior modo per prevenire ulteriori complicanze. Spesso non esiste cura specifica, mentre è molto utile intervenire sullo stile di vita con attività fisica regolare, alimentazione sana ed eliminando fattori impattanti quali fumo e alcool.

 

 

Molte patologie metaboliche trovano risoluzione totale nella dietoterapia, che spesso deve essere seguita per tutta la vita, soprattutto in alcuni casi più gravi come la fenilchetonuria e la tirosinemia, dove è utile persino per la prevenzione di danni neurologici.

 

Perché l’alimentazione consigliata dal nutrizionista è così importante?

 

Come si sa non curare un’intolleranza al glutine o al lattosio può provocare delle infiammazioni a livello gastrointestinale, lo stesso accade per quasi tutti i disturbi metabolici. Se non trattati adeguatamente già dall’inizio possono causare gonfiori, gastriti, cefalee e/o varie reazioni cutanee.

L’alimentazione entra in gioco poiché attraverso di essa si può procedere sia a sfiammare l’apparato digerente sia a gestire la problematica attraverso la consapevolezza di ciò che si può o meno mangiare.

Il nutrizionista può infatti fornire al paziente la dietoterapia più adatta alle sue esigenze, può fornire indicazioni su cosa mangiare e cosa no e può in un secondo momento valutare un reintegro graduale degli alimenti che per quel determinato disturbo erano stati eliminati. Inoltre gli studi legati all’integrazione consentono ad un professionista di associare al piano alimentare e all’attività fisica anche degli integratori mirati a migliorare lo stato psicofisico, un esempio di integratori più conosciuti ed efficienti sul microbiota intestinale sono i fermenti lattici oppure enzimi digestivi che aiutano nel metabolismo del loro target.

Nella pratica il paziente sarà incentivato ad ottenere il suo peso forma per essere normopeso, poiché il sovrappeso è uno dei fattori che aumenta il rischio di sviluppare disturbi metabolici come anche il grasso addominale infatti anche le circonferenze sono un ottimo parametro per tenere sotto controllo i rischi associati alle patologie cardiovascolari.

Rientrando nel normopeso vi sarà un riequilibrio dei valori glicemici, pressori e lipidici. Il paziente sarà inoltre incoraggiato a mangiare più frutta e verdura evitando alimenti conservati e troppo conditi. Gli sarà insegnato a comporre il piatto sano per evitare picchi glicemici, accostando i giusti nutrienti, evitando lo zucchero ed i cibi grassi e prediligendo alimenti integrali e poco raffinati.
Infine sarà spinto a fare almeno 30 minuti di attività fisica quotidiana.

 

 

In conclusione un’alimentazione sana ed uno stile di vita attivo sono le armi vincenti contro i temuti disturbi metabolici per questo non esitate nel rivolgervi a Nutrizione Sana per avere un piano personalizzato sulla base dei vostri esami del sangue e della vostra genetica.

 

 

 

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