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Alimentazione in caso di cardiopatia

La cardiopatia è una malattia che coinvolge l’organo del cuore, sia che essa sia di tipo strutturale (anatomico) che funzionale. Le cardiopatie possono essere di tipo congenito, se presenti sin dalla nascita, o acquisito, quando si presentano in un secondo momento. Le cause delle cardiopatie acquisite sono molteplici. Possono essere dovute, ad esempio, ad infezioni batteriche o virali, a malattie reumatiche, ad intossicazioni, a forme tumorali oppure ad una pregressa insufficienza renale. Molto spesso, però, sono legate a dieta e stile di vita sbagliati, che favoriscono l’obesità, l’ipertensione e il diabete.

Alimentazione nelle cardiopatie

La dieta per cardiopatici deve essere equilibrata e controllata in quanto l’alimentazione è di fondamentale importanza nel favorire il corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare e prevenire alcune patologie a carico del cuore come l’infarto e l’ictus spesso molto invalidanti e perfino letali.

Ecco cosa è consigliato consumare nella dieta dei cardiopatici:

  • molta verdura e frutta di stagione perché fonte di vitamine, sali minerali, polifenoli e fibre. Diversi studi hanno mostrato che chi ne consuma elevate quantità è meno a rischio di infarto e di trombosi rispetto a chi ne consuma poca e niente.
  • cereali integrali per un miglior controllo glicemico.
  • legumi ricchi di sostanze nutritive e di fibre utili per migliorare il processo di digestione.
  • pesce in quanto ricco di Omega 3. Sono ormai risaputi gli effetti benefici degli omega 3 nella riduzione dei lipidi plasmatici (trigliceridi e colesterolo-VLDL) con il contemporaneo aumento del colesterolo-HDL (effetto antitrombotico) ma anche nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica (effetto anticoagulante) e nella riduzione della pressione arteriosa.
  • frutta secca e semi oleosi in quanto riducono il rischio di colesterolo-LDL nel sangue e prevengono l’aterosclerosi.
  • olio extravergine di oliva e avocado perché migliorano la sensibilità insulinica.
  • cioccolato fondente utile per abbassare la pressione arteriosa.
  • carni magre come pollo e tacchino, vitello, coniglio.
  • formaggi freschi come la ricotta e il latte parzialmente o totalmente scremato e lo yogurt magro.
  • acqua (almeno due litri al giorno) per aiutare l’organismo a trasportare le sostanze nutritive del cibo ed eliminare le scorie.

Sono invece da limitare o evitare il più possibile:

  • i grassi animali come il burro, il lardo, lo strutto e la panna.
  • gli insaccati e le carni lavorate (mortadella, salame, salsicce, wurstel, prosciutti, bresaola ecc.).
  • carni rosse e grasse tipo maiale, oca, anatra.
  • cibi con elevato contenuto di colesterolo come uova, frattaglie e crostacei.
  • formaggio a pasta dura, stagionati o fermentati.
  • frutta in scatola sciroppata e succhi di frutta.
  • i dolci industriali (pasticcini, torte, cioccolato al latte), perché ricchi di grassi (anche trans) e zuccheri semplici.
  • bevande gassate e zuccherate, ma anche superalcolici e caffè.

Altri consigli utili per i cardiopatici

  • limitare la carne rossa ad 1-2 porzioni a settimana. Preferire la cottura alla griglia e alla piastra evitando preparazioni che necessitano di salse ricche di grassi.
  • preferire frutta e verdura cruda, altrimenti privilegiare la cottura al vapore o la bollitura in poca acqua.
  • incrementare il consumo di pesce a 3-4 volte la settimana, con preferenza di pesce azzurro ad alto contenuto di acidi grassi Omega-3.
  • prestare attenzione al consumo di uova (comprese quelle presenti in alimenti preparati).
  • ridurre il più possibile l’apporto di sale in quanto già naturalmente presente in tutti gli alimenti oltre che addizionato nelle carni lavorate, nei cibi conservati, nei surgelati pre-cucinati e in tutti i tipi di snack. Il sale in eccesso, a lungo andare, può far aumentare la pressione arteriosa. Meglio insaporire con aromi e spezie come aglio, cipolla, sedano, rosmarino, origano, peperoncino, limone ecc.
  • consumare con parsimonia pane e prodotti da forno (biscotti, crackers, merendine, cornetti e cereali da prima colazione) che sono una fonte importante di sale quotidianamente presente sulla tavola. A questi, preferire il pane fresco iposodico e i dolci preparati in casa purché si utilizzino farine di qualità e grassi vegetali in quantità moderate.
  • evitare o limitare alimenti conservati sotto sale o sott’olio, precotti o preconfezionati e salse (come la maionese).
  • prediligere condimenti semplici, come sughi di pomodoro o alle verdure per la pasta, e brodo vegetale per risotti, pasta o riso.
  • preferire cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure. Evitare in ogni modo le fritture.
  • abolire (o limitare al massimo) le bevande zuccherate, gli alcolici e superalcolici.
  • non fare consumo eccessivo di caffeina e teina.
  • per le persone in terapia con anticoagulanti è consigliato il parere del medico curante in merito al consumo di alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo). Questo perché la vitamina K svolge una blanda azione coagulante che potrebbe contrastare l’azione dei farmaci.

Alimentazione ma non solo…

Accanto alle regole di buona alimentazione, non va trascurato un corretto stile di vita che preveda:

  • il mantenimento di un peso ideale.
  • la riduzione del tempo impiegato in attività sedentarie, ad esempio trascorso davanti alla tv, computer, cellulare ecc.
  • l’attività fisica, da definire con il medico curate e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie. Resta fondamentale camminare almeno mezz’ora al giorno a passo moderato.
  • l’eliminazione del fumo.

 

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