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Alimentazione dello sportivo a livello agonistico per bambini e adolescenti

 

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento esponenziale di bambini ed adolescenti in sovrappeso od obesità. Al fine di migliorare l’aspettativa e la qualità di vita di queste nuove generazioni, è necessario promuovere un corretto stile di vita che comporta sia migliorare l’alimentazione che incentivare i ragazzi ad uno stile di vita attivo, possibilmente praticando sport in maniera costante.

Molti giovani che si approcciano allo sport, sviluppano poi la voglia (o la necessità) di entrare nel mondo agonistico. Nella visione comune (degli adulti!) c’è sempre la necessità di abbinare lo sport ad un adeguamento specifico del regime dietetico. In realtà, nei bambini e negli adolescenti mediante attivi, è sufficiente che l’apporto energetico sia realmente proporzionato al livello di attività fisica, senza dover adottare regimi dietetici particolarmente elaborati e complicati. In particolare la sola attività sportiva (anche se definita agonistica) organizzata in due-tre allenamenti da circa un’ora alla settimana, non giustifica apporti calorici superiori a quelli standard per l’età.

Quando l’impegno sportivo si estende a tutti i giorni (o quasi) della settimana, allora anche l’approccio nutrizionale cambia. Il compito primario del nutrizionista, in questi casi, è quello di sorvegliare gli atleti per individuare precocemente casi di malnutrizione e prevenire l’insorgenza di problematiche fisiche che possono portare anche ad infortuni.

In linea generale, nei ragazzi sportivi e soprattutto negli adolescenti in rapida crescita, i micronutrienti che più frequentemente risultano carenti sono: il ferro, il calcio, lo zinco, il magnesio, alcune vitamine e gli acidi grassi polinsaturi omega 3.

Un occhio di riguardo va ai giovani atleti che praticano discipline in cui la gestione del peso è di critica importanza (es. Judo o danza classica). È importante che questi ragazzi vengano sottoposti periodicamente a controlli per valutarne dell’accrescimento (sia statura che peso), e attraverso degli esami ematochimici verificare che non ci siano delle carenze vitaminiche.

Negli atleti di qualsiasi età è importante la tempistica di assunzione dei pasti in relazione all’orario di allenamento/gara.

Una delle peculiarità della nutrizione sportiva è che la composizione dei pasti e la tempistica di assunzione degli stessi non devono essere lasciati al caso. Ogni pasto, che siano colazione, pranzo, cena oppure gli spuntini, devono essere modulati tenendo conto dell’orario di allenamento o della gara. Questa rigidità alimentare permette di ottimizzare i processi digestivi e le condizioni metaboliche per lo svolgimento dell’attività. Permette inoltre di fornire i substrati più idonei a un ottimale “recupero” muscolare dopo l’attività. In alcuni sport (come il tennis oppure il nuoto) in cui ci possono essere più partite / gare nella stessa giornata, si deve pensare anche a quelle che sono definite le “razioni d’attesa”. Non è infrequente trovare gli atleti impegnati nelle varie competizioni, che si portano da casa dei veri e proprio pasti studiati a tavolino, da consumare tra una gara e l’altra.

Idratazione degli atleti

Quando si parla di prestazione atletica, molto spesso tutta l’attenzione è volta verso il cibo. Tuttavia, per chiunque svolga un’attività fisica, sia essa leggera o intensiva, la priorità metabolica non spetta agli alimenti bensì all’acqua. L’idratazione è fondamentale per lo stato di salute del corpo, della testa ed è implicata in prima linea nella termoregolazione. Nei bambini quest’ultima è meno efficiente rispetto all’adulto per cui può incorrere nel rischio di disidratazione è molto più facile. Un poco adeguato apporto idrico durante l’attività fisica può portare ad un rapido decadimento delle prestazioni, oltre che ad aumentare esponenzialmente il rischio di infortuni.

Anche per l’assunzione di acqua, così come per il cibo, diventa indispensabile insegnare al giovane atleta il giusto “timing”. Infatti è importante iniziare ad assumere acqua già poco prima dell’impegno sportivo (100-200 ml ogni 15-20 minuti) per poi continuare durante tutta l’attività. L’assunzione di sola acqua risulterebbe sufficiente per tutti i soggetti impegnati in attività sportive che non comportino intensa sudorazione o che siano, di durata inferiore a un’ora. In caso di impegni sportivi prolungati o svolti in condizioni di temperatura e/o umidità elevate è, invece, indicata una bevanda gluco-idro-salina per ripristinare la perdita di sali e il consumo del glicogeno muscolare.

È sconsigliabile l’assunzione di soft drink per l’elevato tasso di zuccheri (10-12%), per la loro iperosmolarità e per la presenza di caffeina e acido ortofosforico (vedi cola, tè ed energy drink).

Bambini ed integratori

In linea generale, bisogna ricordare che attività sportive particolarmente intense svolte in età evolutiva, potrebbero risultare dannose in un organismo in crescita. Pertanto in età di sviluppo, soprattutto in età pre-puberale, non dovrebbero esserci attività tali da giustificare l’utilizzo di integrazione a supporto della sola alimentazione. Anzi, l’utilizzo di integratori potrebbe risultare inutile se non dannoso.

In particolare ricordiamo che l’utilizzo di integratori deve essere fatto solo in presenza di accertate carenze e/o per curare eventuali patologie diagnosticate da un medico.

 

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