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PCOS: combattere l’ovaio policistico con la dieta

Hai mai sentito parlare di una dieta che sia risolutiva e funzionale per la sindrome dell’ovaio policistico? Sai che un approccio dietetico studiato ad hoc e accompagnato dalla giusta integrazione può essere molto utile al trattamento di questa patologia?

 

Se anche tu soffri di Ovaio Policistico o di Sindrome da Ovaio Policistico, ti consiglio di guadare il mio video o di leggere quello che ho scritto in questo artivolo perché fa proprio al caso tuo.

Ciao, sono la Dott.ssa Doriana Magliocca e sono una biologa nutrizionista. Da anni mi occupo di Nutrizione clinica e nello specifico dei problemi legati alla donna fra cui l’ovaio policistico. Ho trattato con successo decine di casi di donne che soffrono di questa patologia e oggi voglio raccontarti di come questa sia direttamente collegata all’alimentazione e allo stile di vita e di come possa incidere sulla tua qualità di vita.

Tabella dei Contenuti

PCOS: in cosa consiste la patologia della sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico è una patologia a eziologia complessa e spesso multifattoriale che interessa il 5-10% delle donne in età fertile e che colpisce l’apparato riproduttivo femminile portando a diverse conseguenze, tra cui: irsutismo (ovvero sviluppo eccessivo di peli in aree del corpo dove normalmente non dovrebbero essere presenti), amenorrea o cicli irregolari, obesità e infertilità.

Le donne con ovaio policistico presentano una conformazione multifollicolare dell’ovaio. Tale morfologia è associata ad un quadro ormonale alterato che determina la cosiddetta “Sindrome da Ovaio Policistico”. In questi casi, infatti, la donna presenta un aumento più o meno marcato di ormoni sessuali maschili (androgeni) a discapito degli estrogeni. Molte donne possono presentare una sindrome da ovaio policistico anche in assenza di una morfologia multifollicolare dell’ovaio.

La Sindrome dell’Ovaio Policistico o PCOS, oltre ad un’alterazione degli ormoni sessuali, può portare anche ad un’alterazione metabolica: soprattutto in associazione al sovrappeso, le donne con pcos possono sviluppare più facilmente INSULINO-RESISTENZA, ovvero una ridotta sensibilità all’insulina che comporta una maggiore predisposizione all’accumulo di grasso. Le donne con insulino-resistenza prendono peso più facilmente e, al contrario, hanno un dimagrimento più lento e difficile.

Nel trattamento della PCOS giocano un ruolo fondamentale 3 aspetti:

    • L’alimentazione

    • L’attività fisica

    • La giusta integrazione

Analizzando il primo aspetto, bisogna partire dal presupposto che, se siamo in una condizione di sovrappeso, la prima cosa da fare è creare un deficit calorico tale da favorire la perdita di massa grassa. E’ altresì importante la ripartizione dei macronutrienti in modo tale che ci sia un apporto controllato di carboidrati e comunque un bilanciamento fra tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi).

La corretta alimentazione per la sindrome dell’ovaio policistico

La dieta per PCOS deve essere molto attenta alla qualità degli alimenti che vengono consumati abitualmente e deve essere sostanzialmente una dieta a basso carico glicemico ovvero una dieta a base di cereali integrali accompagnati sempre da una fonte proteica e una fonte di grassi buoni. Una dieta di questo tipo, infatti, è in grado di migliorare la sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina. Il basso carico glicemico permette anche di aumentare la probabilità di concepimento.

Ma questo significa che non possiamo mangiare pasta o pane?!? Assolutamente no… possiamo, anzi, dobbiamo mangiarli ma preferendo pasta integrale o pane nero a quelli realizzati mediante farine raffinate come la 00. Per quanto riguarda la pasta, ad esempio, il mio consiglio è anche quello di prediligere una cottura al dente.

Altro aspetto fondamentale da considerare nella dieta per PCOS è il consumo della frutta: la frutta è un ottimo alimento ma è pur sempre una fonte di zuccheri, dunque, va consumata con moderazione e soprattutto prediligendo frutta poco matura e meno zuccherina. Evitiamo, quindi, kaki, fichi, ananas, papaya, mango (e tutta la frutta esotica); attenzione anche a banane, uva, frutta disidratata; prediligiamo mele e pere poco mature, agrumi, frutta estiva (se siamo in stagione) come pesche, albicocche. Il mio consiglio è di consumare, anche quotidianamente, frutti rossi (mirtilli, lamponi, more…) che sono ricchi di antiossidanti e poverissimi di zuccheri.

Dobbiamo, inoltre, evitare di zuccherare bevande come thè e caffè; eliminare bevande anche light (che sono comunque ricche di edulcoloranti, ovvero molecole pro-infiammatorie; limitare fortemente il consumo di alimenti confezionati prediligendo, invece, il consumo di quelli freschi: frutta, verdura, proteine magre, ecc.

Infine, dobbiamo assumere il giusto quantitativo giornaliero di omega-3 attraverso il consumo di frutta secca e di pesce (come ad esempio il salmone, il merluzzo, lo sgombro o le acciughe). Gli omega-3 sono potenti antiinfiammatori utili al controllo dell’aspetto glicemico.

L’importanza dell’attività fisica per chi soffre di sindrome dell’ovaio policistico

Spostando invece la nostra attenzione sul secondo aspetto fondamentale nel trattamento della PCOS, ovvero l’attività fisica… Sapevi che l’attività fisica viene considerata un IPOGLICEMIZZANTE NATURALE? Ebbene si, il movimento è uno dei modi attraverso i quali possiamo migliorare la sensibilità tissutale all’insulina: 30-40 minuti di attività aerobica, come ad esempio una camminata a media velocità 3-4 volte alla settimana potrebbero essere più che sufficienti. Facendo attività fisica, inoltre, possiamo facilitare la perdita di peso.

Gli integratori consigliati per la sindrome dell’ovaio policistico

Ultimo aspetto da considerare è l’integrazione. Tra gli integratori consigliati in caso di sindrome dell’ovaio policistico si sono dimostrati utili quelli contenenti myoinositolo, una molecola in grado di apportare benefici sia sul ciclo mestruale ma anche sulla qualità degli ovuli. Una supplementazione con myoinositolo migliora inoltre i livelli di insulina e riduce gli attacchi di fame intensi. Un altro integratore estremamente utile è il cromo picolinato: si tratta di micronutriente presente in tracce nel nostro organismo che è in grado di migliorare la sensibilità insulinica. Tra gli alimenti con contenuto più alto di cromo ricordiamo: broccoli, lievito di birra, olio di germe di grano, noci, fegato, asparagi, funghi e cibi integrali.

Conclusioni

Non esiste, purtroppo, una cura per la sindrome dell’ovaio policistico. Tuttavia, i sintomi ad essa associati possono essere tenuti sotto controllo, come abbiamo visto, attraverso uno stile di vita sano che comprende un’alimentazione corretta e ben bilanciata, l’attività fisica regolare e la giusta integrazione. 

Mi raccomando di affidarvi sempre ad un professionista esperto, il quale vi guiderà in un percorso di costruzione di sane abitudini alimentari.

Se sei interessato ad approfondire maggiormente l’argomento relativo alla sindrome dell’ovaio policistico oppure se volete informazioni sui nostri percorsi nutrizionali ti invito a contattarmi per ricevere una consulenza personalizzata al fine di ottenere un piano alimentare specifico per l’ovaio policistico.

Dott.ssa
Doriana Magliocca

Biologa Nutrizionista

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