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Alimentazione in caso di candida

alimentazione in caso di candida nutrizionista italia

Tabella dei Contenuti

Che cos’è la candida?

La candidosi è un’infezione micotica causata da diverse specie di lieviti appartenenti al genere Candida, in particolare alla Candida albicans. La Candida è normalmente presente sulla nostra pelle, nell’intestino e nella zona genitale delle donne e solitamente non causa problemi.

Tuttavia questi miceti posso comportare delle infezioni cutanee, orali o vaginali causate dalla presenza di particolari condizioni in grado di determinare una ridotta azione da parte del sistema immunitario o situazione di disbiosi intestinale, caratterizzata in particolare da una minore concentrazione di Lattobacilli che in condizioni normali attuano un’azione protettiva.

Tra le infezioni da lieviti causate da Candida albicans quella più diffusa risulta essere quella vaginale e della vulva. Questa condizione ginecologica è tra le più comuni che colpiscono le donne e per ragioni sconosciute è aumentata nella maggior parte dei contesti negli ultimi decenni: si stima che ¾ delle donne ha avuto almeno un episodio di candida vulvovaginale e che il 5-10% di queste sia andata incontro a recidive.

Come gestire l’alimentazione con candida?

Una buona alimentazione, ricca ed equilibrata è il modo migliore per prevenire l’insorgenza di problematiche di vario tipo.

  • Variare il più possibile: alla base di questa infezione gioca un ruolo importante la salute dell’intestino, la varietà nell’alimentazione sostiene la variabilità del microbiota intestinale;
  • zuccheri si, ma con consapevolezza: è comune il pensiero di eliminare gli zuccheri dalla dieta in periodi alterni come soluzione per prevenire questa fastidiosa infezione. Questo porta ad una dieta monotona e poco varia e quindi a sfavore del benessere intestinale. Una corretta alimentazione è una dieta ricca in zuccheri, ma di questi una buona parte risulta formata da carboidrati complessi, di cui ne sono ricchi i cereali e gli alimenti amidacei (es. patate), e solo una piccola percentuale risulta essere costituita da zuccheri semplici. Sono quest’ultimi da controllare, evitando di eccedere durante la giornata, senza eliminarli completamente.

Quali sono gli zuccheri semplici e dove sono contenuti?

C’è una distinzione importante da fare:

  • Zuccheri naturalmente presenti nel cibo, come quelli contenuti nella frutta (fruttosio) o nel latte (lattosio). Una buona pratica è quella di prediligere frutta meno “zuccherina”, meglio se non molto matura, evitare il consumo di frutta disidratata e di limitare il consumo di latticini in particolare se delattosati.
  • Zuccheri aggiunti, come quelli presenti negli alimenti confezionati, in particolare negli snack confezionati, sughi già pronti, salumi, insaccati e affettati, cereali glassati, pane in cassetta, salse, bevande gasate, succhi di frutta/concentrati di frutta/nettare di frutta, yogurt alla frutta, formaggi “light”, prodotti impanati, dolci. In questo caso leggere l’etichetta è fondamentale: oltre al saccarosio esistono diversi tipi di zuccheri nascosti, come il glucosio o in generale le parole che terminano con -osio e destrine.

È possibile inoltre trovare zuccheri “naturali” come ad esempio lo sciroppo d’acero, miele, zucchero d’uva, succo di mele concentrato.

Quali sono gli alimenti a basso contenuto di zucchero?

  • verdura e frutta fresca (a seconda della stagione);
  • legumi (piselli, fagioli, lenticchie, ecc.);
  • prodotti integrali (pane, pasta, riso, ecc.);
  • noci, semi e frutta secca (mandorle, semi di chia, semi di girasole, ecc.);
  • pesce, carne e uova (non lavorati e senza marinature pronte);
  • latticini naturali come il formaggio, lo yogurt naturale senza zucchero, kefir;
  • oli e grassi (burro, olio di cocco, olio d’oliva, ecc.);
  • erbe fresche o secche (erba cipollina, prezzemolo, ecc.);
  • acqua minerale, caffè o tè non zuccherato;
  • dolci senza zucchero.

Dott.ssa
Azzurra Nerpiti

Biologa Nutrizionista

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