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BMI: cos’è e come si calcola

L’indice di massa corporea (IMC, in inglese body mass index BMI) è un indice statistico ampiamente utilizzato per fornire una stima della massa grassa corporea in maschi e femmine di tutte le età.

Rientra tra gli strumenti di valutazione antropometrica di primo livello, ovvero è una metodica non invasiva ed ha un margine di errore ridotto al minimo, rispetto ad altri sistemi e strumentazioni. Il numero relativo all’indice è generato dalla seguente equazione: [BMI = peso (kg) / altezza al quadrato (m2)].

L’Istituto nazionale di sanità utilizza il BMI per definire una persona sottopeso, normopeso, sovrappeso, obeso, anziché i tradizionali grafici dell’indice ponderale.

Le classifiche per indice di massa corporea sono utilizzate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) per individui bianchi, ispanici e neri. I limiti massimi sottostimano il rischio di obesità nella popolazione asiatica e sud asiatica, quindi in questi casi si fa riferimento a valori leggermente differenti.

In ogni caso, le variazioni individuali esistono e l’indice di massa corporea è insufficiente come unico significato di classificazione di una persona come obesa o malnutrita. E’ quindi un parametro di riferimento importante per quello che è lo studio di popolazione e l’incidenza di rischio di patologie croniche degenerative, metaboliche, cardiovascolari e neoplasie. Fornisce però poche informazioni sul paziente come singolo: ad esempio, un uomo alto m.1,70 per un peso di kg 70 ha un BMI pari a 24,2 – è normopeso! Però potrebbe avere una percentuale corporea di massa adiposa maggiore di 30% e una massa muscolare ridotta: in questo caso è un soggetto non obeso, ma altamente infiammato.

In certe popolazioni come gli atleti di elite e i body builder, un elevato indice di massa corporea non è correlato direttamente con il loro stato di salute, poiché l’aumento della massa muscolare comporta un peso maggiore.

Bisogna tenere in considerazione la differenza di genere: la composizione corporea è differente tra maschi e femmine. L’uomo ha una maggiore massa magra e muscolare, nella donna invece prevale un quantitativo superiore di massa adiposa.

Relativamente ai bambini si usano i percentili di crescita per valutare eventuali rischi sanitari connessi all’obesità, con il peso eccessivo e la magrezza. Oggi però appare difficile che i bambini non ingrassino poiché spesso vivono in un ambiente che favorisce un aumento di peso.

E’ importante tener conto dell’eventuale incremento ponderale, che dev’esser identificato precocemente.

Un’equilibrata alimentazione, l’abbandono di abitudini di vita poco salutari e sedentarie, la promozione di attività fisica, aumentano la probabilità che il bambino non diventi obeso in età adulta.

Dott.ssa
Anjumol Cancian

Biologa Nutrizionista

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