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Effetto del cibo spazzatura sullo sviluppo dei bambini

L’alimentazione sana è importante a tutte le età, ma lo è ancora di più per i bambini. Mangiare in modo equilibrato, con un adeguato apporto di nutrienti e calorie e una loro corretta distribuzione nell’arco della giornata assicura, negli anni della crescita, un ottimale sviluppo fisico e cognitivo.

L’educazione alimentare precoce, che inizia cioè fin da piccolissimi, è importante perché le abitudini alimentari acquisite da bambini vengono di solito mantenute nel tempo: è quindi essenziale insegnare il prima possibile le regole della sana alimentazione.

Ogni genitore vuole il meglio per il proprio figlio, e l’alimentazione non fa eccezione. Le mamme e i papà desiderano che ogni boccone che mettono nel piatto dei loro piccoli, fin dalle prime pappe, li aiuti a crescere sani e forti, e a prevenire quelle patologie croniche che sempre più spesso ormai affliggono gli adulti. La realtà dei fatti però è purtroppo un’altra.

La qualità del cibo che arriva quotidianamente sulle tavole delle famiglie è sempre più scadente. Purtroppo i nostri bambini e ragazzi consumano quantità importanti di quello che viene definito cibo spazzatura (traduzione letterale dall’inglese junk food). Per cibo spazzatura si intende una categoria di alimenti ricchi di sale, zuccheri semplici e grassi, ma poveri dal punto di vista nutrizionale in vitamine, minerali, antiossidanti e fibra alimentare.

I cibi spazzatura sono alimenti prodotti dall’industria alimentare, molto elaborati, in genere sono sempre pronti per l’uso e non richiedono preparazione da parte del consumatore.

Tutti gli alimenti ricchi di grassi saturi, calorie e zuccheri sono junk food, generalmente si tratta dei classici cibi preparati nei fast food: hamburger, wurstel e carne processata, patatine fritte, fritture in genere, salse, prodotti industriali confezionati, sia dolci (torte, brioches, merendine, caramelle), sia salati (pizze, snack vari), formaggi fusi a fette (o formaggi lavorati simili), cioccolato non fondente.

Bambini e ragazzi ne consumano sempre di più per il semplice fatto che sono buoni (sono stati concepiti dall’industria alimentare per esaltare il gusto), comodi (sono già pronti per essere consumati) e soprattutto economici (contengono infatti materie prime, quali saccarosio, grassi idrogenati, patate, carne macinata mista e grassa, che costano pochissimo).

È noto che nei paesi industrializzati circa il 70% delle malattie abbia come causa diretta o concausa una cattiva alimentazione. Una dieta ricca di grassi e zuccheri predispone al sovrappeso e all’obesità.

L’obesità rappresenta un fattore di rischio di malattie croniche e, se presente in età pediatrica, può facilitare l’insorgenza di patologie tipiche dell’età adulta come diabete tipo II, patologie ortopediche, insufficienza polmonare, ipertensione arteriosa, aumento di colesterolo e trigliceridi nel sangue, steatosi epatica (“fegato grasso”), calcoli della cistifellea e perfino tumori del tratto intestinale.

L’obesità genera inoltre importanti problemi psicologici nei bambini con il rischio di abbassare l’autostima, sviluppare un senso di insicurezza e predisporre a disturbi del comportamento alimentare.

Recenti studi hanno evidenziato l’impatto negativo del cibo spazzatura, non solo dal punto di vista fisico, ma anche sulla funzione cerebrale, con conseguenti menomazioni cognitive e alterazione dell’elaborazione della ricompensa e dell’umore.

L’aumento della neuroplasticità durante lo sviluppo può rendere il cervello vulnerabile agli effetti negativi di questi alimenti sulla cognizione e sul comportamento.
I processi di maturazione che si verificano nelle regioni del cervello responsabili del controllo cognitivo e della ricerca della ricompensa, possono sostenere il consumo eccessivo di cibi gustosi ad alto contenuto di grassi e ad alto contenuto di zucchero durante l’infanzia/adolescenza.

Lo zucchero crea dipendenza!

Lo zucchero si comporta come una sostanza chimica o una droga, a causa del suo bianco “puro” in forma cristallina è prontamente riassorbibile portando a danni metabolici e alterando le funzioni cognitive.
L’assunzione di zucchero crea rilascio degli oppioidi endogeni che producono effetti psicoattivi, alterano l’umore e producono astinenza e dipendenza inducendo voglie paragonabili a droghe come la cocaina.

La dieta può portare ad alterazioni nella segnalazione della ricompensa mediata dalla dopamina e alla neurotrasmissione inibitoria controllata dall’acido γ-aminobutirrico (GABA), due principali sistemi di neurotrasmettitori che sono in costruzione in tutta l’adolescenza.

Errate scelte dietetiche possono quindi far deragliare il normale processo di maturazione adolescenziale e influenzare le traiettorie dello sviluppo neurologico, che possono predisporre le persone a comportamenti alimentari disordinati e comportamenti impulsivi.

È fondamentale quindi promuovere la Consapevolezza Alimentare dei bambini e aiutarli a distinguere quando hanno davvero fame o vogliono mangiare semplicemente per il gusto di assaporare qualcosa di cui hanno voglia, oppure non vogliono mangiare perché indaffarati nei vari giochi.

Per i genitori è importante fare attenzione al comportamento alimentare dei bambini fin da piccoli dando il buon esempio, non esagerando con il cibo e le porzioni e aumentando l’attività fisica, in modo che i piccoli apprendano da noi il giusto comportamento da seguire, permettendogli uno sviluppo armonico e in salute.

Quasi sempre però, anche se convinti di fare il meglio per i loro figli, sono gli stessi genitori che mancano delle nozioni basilari di una sana alimentazione da trasmettere ai figli.

Per questo motivo un Nutrizionista specializzato in nutrizione per bambini e adolescenti può elaborare specifici percorsi di consulenza e assistenza per una corretta educazione alimentare – che consenta sia ai genitori che al bambino di gestire al meglio il rapporto quotidiano con il cibo, nonché di comprendere e correggere eventuali comportamenti sbagliati – insieme alla creazione di un piano nutrizionale personalizzato, basato sui dati raccolti durante la visita preliminare, ma anche sui gusti e sulle abitudini del paziente, in modo da renderlo facilmente accettabile da quest’ultimo.

I figli mangeranno bene se i genitori mangiano bene! Quindi, parole d’ordine: “BUON ESEMPIO!”

Dott.ssa
Enrica Rampazzo

Biologa nutrizionista

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