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Che cos’è la ritenzione idrica e cosa possiamo fare per contrastarla?

come combattere la ritenzione idrica

La ritenzione idrica è un disturbo molto diffuso tra la popolazione, specialmente tra quella femminile. E’ caratterizzata da un accumulo di liquidi nello spazio extracellulare e quindi nell’interstizio, ovvero lo spazio tra le varie cellule dei tessuti.

Questo è in parte dovuto ad uno scarso drenaggio del tessuto linfatico oppure all’aumento del contenuto di sodio nella matrice extracellulare, che richiamando acqua fa sì che si accumulino dei liquidi in eccesso. Questo fenomeno può tradursi nel tempo con la formazione di un vero e proprio edema tissutale.

La ritenzione idrica può essere generalizzata quando riguarda tutto l’organismo oppure localizzata se l’accumulo di liquidi si osserva specialmente in aree specifiche del nostro organismo.

I liquidi che non vengono correttamente smaltiti a causa di un’alterata funzionalità del sistema venoso o dei vasi linfatici tendono a ristagnare. Insieme ad esse anche un’ampia varietà di tossine in grado di influenzare il metabolismo delle cellule, già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno.

Gli epifenomeni che si manifestano nell’organismo sono vari e si traducono prevalentemente nel gonfiore agli arti inferiori eventualmente associato a dolore, rigidità articolare, ma anche ad un aumento o variazioni nelle fluttuazioni del peso corporeo, della massa corporea e talvolta, se in presenza di una infiammazione cronica, della formazione della cellulite.

Cellulite e ritenzione idrica non sono la stessa cosa, ma potremmo definirle come due facce della stessa medaglia.

La ritenzione idrica è infatti un fattore predisponente all’insorgenza della cellulite, che per strutturarsi ha bisogno di altre componenti di natura strettamente pro-infiammatoria.

Molte donne spesso attribuiscono alla ritenzione idrica e alla cellulite un aumento di peso. In assenza di patologie importanti, la ritenzione idrica non causa un gran aumento del peso, anzi in molti casi la ritenzione idrica è conseguenza di un sovrappeso. Con il sovrappeso si altera la circolazione venosa con conseguente ristagno dei liquidi.

Ritenzione idrica: quali sono le cause?

In assegna di gravi patologie importanti, la causa principale della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato. Dieta disordinata, abuso di caffè, di alcolici, fumo, sovrappeso, stare troppo tempo seduti o in piedi, mettere vestiti troppo stretti, ecc. Anche il caldo, l’arrivo del ciclo mestruale, l’assunzione della pillola anticoncezionale, e di alcuni farmaci come gli antipertensivi, carenze nutrizionali, insufficienza venosa cronica possono portare alla formazione della ritenzione idrica.

Ma cosa possiamo fare per contrastarla?

La lotta alla ritenzione idrica è fatta di gesti e abitudini quotidiani. Ecco i consigli per contrastarla:

  • bere molta acqua, almeno 1,5 litri di acqua al giorno (ossia circa 8 bicchieri).
  • mangiare frutta e verdura fresca, in particolare quella ricca di vitamina C che aiuta a proteggere i capillari sanguigni. Via libera dunque ad agrumi, ananas, kiwi, fragole, limoni, lattuga, radicchio, asparagi, broccoli, ecc.
  • seguire una dieta povera di sodio. Eliminare per un pò la saliera dalla tavola da pranzo e ridurre la quantità di sale utilizzato durante la cottura degli alimenti. Quindi limitare il sale e sostituirlo con spezie ed erbe aromatiche.
  • dieta ricca di potassio. Gli alimenti in natura hanno un bilancio salino opposto ai cibi industriali, i quali invece hanno molto sodio e poco potassio. Invertire questa tendenza permette alle cellule di richiamare più acqua al loro interno, variando in positivo la distribuzione idrica.
  • consumare cibi naturalmente diuretici. Alcuni alimenti aiutano il corpo a liberarsi dell’acqua che non riesce a entrare dentro le cellule. Asparagi, finocchi, ananas, cavolfiori, caffè e tè verde (ma ce ne sono tantissimi altri) sono diuretici naturali che possono liberarvi, come ultima strategia, dai liquidi in eccesso.
  • limitare o evitare cibi raffinati, insaccati e dolci.
  • dedicare una parte della giornata alla camminata o ancora meglio alla corsa leggera (sull’erba). L’attività fisica moderata (e quindi non traumatica), aiuta la circolazione al livello del tessuto linfatico con benefici che si apprezzano su tutti i distretti corporei in particolari agli arti inferiori.
  • aumentare la componente intracellulare tramite attività di potenziamento muscolare e quindi l’allenamento contro resistenze, in cui la percentuale del sovraccarico sia superiore al 60%.
  • evitare di allenarsi al caldo. Il caldo vasodilata, portando l’acqua ad accumularsi sempre di più nella parte extracellulare.
  • evitare di stare troppo a lungo seduti, ma anche troppo a lungo fermi in piedi.
  • indossare indumenti comodi: banditi gli abiti troppo stretti e attillati che non permettono un’ottima circolazione del sangue.

Dott.ssa
Valentina Mabilia

Biologa nutrizionista

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