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Dieta e Ipercolesterolemia

L’ipercolesterolemia è una condizione caratterizzata da elevati livelli di colesterolo nel sangue (≥ 240 mg/dL), in particolare alte concentrazioni di colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e ridotte concentrazioni di colesterolo HDL (“colesterolo buono”).

Il colesterolo è una molecola lipidica di origine animale, prodotta principalmente dal fegato, ma in piccola parte derivante anche dall’alimentazione.

L’organismo necessita di questa sostanza per la costruzione delle membrane cellulari, per la sintesi di alcuni ormoni e per produrre composti che favoriscono la digestione dei grassi. Tuttavia un eccesso di colesterolo nel sangue aumenta il rischio di malattie cardiovascolari perché porta alla formazione della placca aterosclerotica nelle arterie.

Per questo motivo è necessario intervenire, soprattutto quando in un soggetto concorrono più fattori di rischio (obesità viscerale, pressione alta, diabete, fumo, ecc.).

Cosa fare per una alimentazione sana?

Il primo step in prevenzione primaria prevede di agire attraverso un cambiamento dello stile di vita: alimentazione sana, idratazione e attività fisica. Se questo non risulta sufficiente, in accordo con il proprio medico, si dovrà intervenire con la terapia farmacologica specifica.


Esiste una dieta specifica per il colesterolo alto?

Nel corso degli anni, diversi studi scientifici hanno dimostrato che alti livelli di colesterolo ematico non sono tanto influenzabili dalla quantità di colesterolo esogeno che si assume con alimenti, piuttosto dall’alimentazione in senso generale (quantità di fibra assunta, di zuccheri, tipologia di grassi, idratazione). Il colesterolo ematico è per la maggior parte (circa l’80%) autoprodotto. Quando mangiamo cibi più ricchi di colesterolo i sistemi di autoregolazione dovrebbero regolarne la produzione, mantenendo i livelli costanti.
L’esempio più lampante sono le uova, che contengono più di 300 mg di colesterolo per 100g.


I ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno cercato di fare chiarezza sull’argomento, descrivendo i risultati di uno studio recente che hanno messo in relazione i livelli di consumo di uova con la salute cardiovascolare: il consumo di 1 uovo al giorno in un’alimentazione sana ed equilibrata, non rappresenta nessun rischio per la salute cardiovascolare.

Possiamo quindi affermare che non è tanto il colesterolo assunto con l’alimentazione a sbilanciare il profilo lipidico ematico, ma l’introduzione con la dieta di rilevanti quantità di acidi grassi saturi e acidi grassi trans (questi ultimi presenti soprattutto in prodotti industriali), ma anche di zuccheri, accompagnate a scarse quantità di acidi grassi essenziali e di fibra.
In questo contesto quindi, la riduzione del colesterolo alimentare non sarebbe inutile, ma neanche la cosa più importante da raccomandare a livello dietetico.

La migliore dieta per la prevenzione delle malattie cardiovascolari è la Dieta Mediterranea: elevato apporto di fibra proveniente da frutta e verdura, cereali integrali e legumi, e bassi livelli di grassi saturi provenienti
da latticini, carni grasse e prodotti da forno, a favore di alti livelli di grassi buoni (polinsaturi) provenienti dalla frutta secca, dal pesce e da oli vegetali consumati a crudo (in primis dall’olio extravergine di oliva). Importante è sottolineare anche la riduzione degli zuccheri raffinati evitando dolci, soprattutto quelli industriali (biscotti, snack, brioche, merendine, caramelle).

In conclusione quindi, è importante prestare attenzione al buon funzionamento epatico attraverso un’alimentazione sana e bilanciata di nutrienti ricchi di fibra e grassi buoni, attività fisica e idratazione, piuttosto che focalizzarsi troppo su specifici alimenti contenenti alti livelli di colesterolo.

Dott.ssa
Anna Volpin

Biologa Nutrizionista

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