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La Dieta del Gruppo Sanguigno

l'immagine rappresenta molecole di sangue

È stata tanto esaltata, non solo con finalità di dimagrimento ma anche per le sue caratteristiche che la renderebbero la più adatta e specifica per la prevenzione e, addirittura, guarigione di alcune malattie croniche e infiammatorie!
Spesso ho avuto pazienti che, arrivati da me in studio, decantavano i benefici avuti in passato seguendo la dieta indicata per il proprio gruppo sanguigno; oppure altri che leggendo e cercando informazioni in internet su quale fosse la dieta perfetta, si erano imbattuti in questo tipo di alimentazione

 

 

E quindi… Funziona questa dieta? Su cosa si basa?

 

 

Per rispondere a queste domande dobbiamo innanzitutto capire quali siano i suoi fondamenti e comprendere cosa prevede.

Tabella dei Contenuti

È stata tanto esaltata, non solo con finalità di dimagrimento ma anche per le sue caratteristiche che la renderebbero la più adatta e specifica per la prevenzione e, addirittura, guarigione di alcune malattie croniche e infiammatorie!
Spesso ho avuto pazienti che, arrivati da me in studio, decantavano i benefici avuti in passato seguendo la dieta indicata per il proprio gruppo sanguigno; oppure altri che leggendo e cercando informazioni in internet su quale fosse la dieta perfetta, si erano imbattuti in questo tipo di alimentazione

E quindi… Funziona questa dieta? Su cosa si basa?

Per rispondere a queste domande dobbiamo innanzitutto capire quali siano i suoi fondamenti e comprendere cosa prevede.

Come funziona la dieta del gruppo sanguigno?

l'immagine rappresenta i vari alimenti consigliati nella dieta del gruppo sanguigno

La dieta dei gruppi sanguigni è stata ideata nel 1957 dal medico naturopata dott. James D’Adamo che, con l’aiuto del figlio Peter, intraprese studi ed approfondimenti sulla correlazione tra gruppo sanguigno e particolari esigenze dietetiche.

In particolare, il naturopata sostiene che persone con gruppi sanguigni diversi reagiscono in modo differente alla stessa alimentazione e che quindi per ogni gruppo (A, B, 0, AB) vi sia un tipo di alimentazione specifica.

Nel suo libro “Eat right 4 your type”, sono descritti piani alimentari e ricette specifiche, mentre in quello successivo “Live right 4 your type” passa in rassegna a quali malattie si è più a rischio a seconda del tipo sanguigno di appartenenza.

In Italia questa dieta è diventata famosa grazie alla versione del medico e scrittore Dott. Mozzi, il quale sostiene a sua volta che esistono alimenti benefici ed alimenti dannosi in base al proprio gruppo di appartenenza, e ritiene che con il giusto piano alimentare si possa mantenere efficiente il sistema immunitario. Quest’ultimo, collocato nell’apparato digerente, sarebbe in grado di riconoscere ed accettare solo determinati alimenti, a discapito di altri che possono essere invece causa di infiammazioni e malattie croniche.

Entrambi partono dalla considerazione che i gruppi sanguigni 0, A, B, AB siano comparsi in momenti diversi nel corso dell’evoluzione umana, questo dovuto alle diverse tappe evolutive, anche alimentari, dei nostri antenati: dall’uomo nomade e cacciatore (con gruppo 0), a quello sedentario e agricoltore (con gruppo A), a quello dedito alla pastorizia (con gruppo B), a quello più moderno (con gruppo AB).

Ma cos’è il sistema AB0?

Il sistema AB0 è il sistema di classificazione dei gruppi sanguigni più comunemente usato e divide il sangue in quattro gruppi A, B, 0, AB, a seconda della presenza o assenza degli antigeni A e B sulla superficie delle cellule dei globuli rossi. Il gruppo sanguigno è ereditario e nel sangue sono presenti anche gli anticorpi specifici che riconoscono come “estraneo” l’antigene che non è presente; proprio per questo è importante che il sangue del donatore e del ricevente siano compatibili durante le trasfusioni.

Schema da "OggiScienza"

Secondo i sostenitori di questa dieta, l’evoluzione ha diversificato in modo progressivo l’espressione dei diversi antigeni sui globuli rossi e sull’intestino, definendo così la migliore o peggiore capacità di digerire alcuni alimenti rispetto ad altri. 

Si vivrebbe meglio e più a lungo con una specifica alimentazione a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza, con alimenti da privilegiare e da limitare/eliminare.

L’infiammazione del corpo è considerata la conseguenza di un’alimentazione non compatibile con il proprio gruppo sanguigno. Questa deriverebbe da un deposito sulle pareti degli organi interni di agglomerati cellulari, dovuti al non riconoscimento delle lectine da parte degli antigeni presenti (A, B), le proteine presenti soprattutto nella parte fibrosa di legumi e cereali e considerate un fattore antinutrizionale. In realtà, normali quantità di lectine in condizioni standard non danno problemi poiché sono termolabili e quindi eliminabili con la cottura o con processi come l’ammollo.

Dieta gruppo sanguigno, pro contro

Per capire quali siano i pro (se ci sono) ed i contro di questo approccio nutrizionale, dobbiamo prima ricordare che gli unici studi in grado di darci delle informazioni riguardanti dieta e sistema immunitario/DNA sono quelli di nutrigenetica e nutrigenomica. Queste scienze infatti mettono in relazione ciò che mangiamo e gli effetti molteplici sul DNA, ma ad oggi non correlano gruppi sanguigni e dieta specifica.

Per la dieta dei gruppi sanguigni, invece, non vi sono studi clinici ed evidenze scientifiche a prova della teoria, e se anche si è notato che togliendo alcune categorie di alimenti e seguendo una dieta in relazione al proprio gruppo sanguigno vi sono miglioramenti di salute, questi sono indipendenti dal gruppo sanguigno stesso

Facciamo un esempio: come vedremo più nel dettaglio tra poco, le persone appartenenti al gruppo A dovrebbero consumare più frutta e verdura per migliorare il rischio cardiovascolare. Aumentare il consumo di ortaggi è effettivamente una corretta indicazione, ma il risultato positivo lo si nota anche se a seguire questa dieta sono le persone appartenenti al gruppo B, 0 o AB!

Possiamo quindi dire che la dieta in sé può essere anche valida, ma che assolutamente non c’è alcuna evidenza scientifica sulla sua base teorica che correla dieta e gruppo sanguigno.

Chi inizia una dieta seguendo le indicazioni per il suo gruppo sanguigno potrà vedere benefici quindi non perché la dieta è per il suo gruppo, ma perché spesso si introducono abitudini sane nello stile di vita, come ridurre gli zuccheri semplici, i grassi e aumentare la frutta e la verdura, che sono comunque alla base di una sana alimentazione PER TUTTI.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo tipo di alimentazione:

Dieta del gruppo sanguigno, cosa mangiare?

Per sapere cosa si deve o non deve mangiare, il dott. Mozzi e D’Adamo rimandano alla lettura dei loro libri, descrivendo cos’è da preferire o da evitare nell’alimentazione solo sulla differenza dei gruppi sanguigni, senza però aver effettuato un’attenta anamnesi ed aver conosciuto la storia clinica della persona.

La differenziazione dei gruppi sanguigni, come sopra detto, seguirebbe l’evoluzione, ma vediamola più nel dettaglio:

  • Il Gruppo 0 deriverebbe dall’uomo di Cro-Magnon che, diventando cacciatore, si cibava principalmente di carne; essendosi diffuso presto in tutto il mondo, il gruppo 0 è quello più presente tutt’oggi.
  • Il Gruppo A deriverebbe dall’uomo coltivatore e allevatore, che da nomade divenne sedentario.
  • Il Gruppo B deriverebbe da popoli pastori che consumavano molti prodotti lattiero-caseari e carni.
  • Il Gruppo AB è il più recente e anche quello meno diffuso; deriverebbe dal mix tra gruppo A e gruppo B per l’invasione dei barbari nell’impero Romano, con alimentazione mista tra i due gruppi.

Come fare la dieta del gruppo sanguigno?

Passeremo ora in rassegna quali alimenti sono o non sono consigliati per ogni gruppo sanguigno, sulla presunta base discussa finora:

Gruppo sanguigno 0 

l'immagine rappresenta un'attività fisica pesante, di sollevamento pesi

Essendo il gruppo sanguigno più antico, chi appartiene a questo gruppo sembrerebbe caratterizzato da un forte sistema immunitario con maggior capacità di digestione degli alimenti di origine animale, che lo renderebbe infatti adeguato per diete ad alto contenuto di proteine e grassi, con minori carboidrati (uomo cacciatore). L’organismo del tipo 0 sarebbe meno propenso, invece, alla digestione di latticini, glutine e alcuni legumi.
L’attività fisica consigliata sarebbe di tipo “pesante”, come sollevamento pesi, aerobica, arti marziali ecc.. Visto che gli antenati cacciatori dovevano reagire in modo veloce e istintivo ai pericoli.

I cibi consigliati:

  • Contenenti iodio, ad esempio pesce e alghe, vista la tendenza del gruppo 0 a soffrire di ipotiroidismo. (in realtà lo iodio è un importante minerale, che non deve essere assunto solo da chi soffre di ipotiroidismo)
  • Carne: sia rossa che bianca e preferendo quella da allevamenti non intensivi, escludendo cinghiale, maiale, oca e carni affumicate.
  • Pesce: per le sue ottime proprietà nutrizionali, ricco in proteine e grassi. Sconsigliati alcuni come le aringhe conservate, polpo, caviale, palombo ecc..
  • Uova: per l’elevato valore biologico.
  • Oli: preferendo quello di vinacciolo, lino, riso e semi di zucca (no di arachidi e mais).
  • Verdure: alcune consigliate altre no (l’elenco sarebbe lungo e senza un senso esplicito).
  • Fichi e prugne: il resto della frutta è cosiddetta “neutra” o “sconsigliata”. Dice poi che è sconsigliato abusare di fruttosio nelle persone con patologie autoimmuni con base antinfiammatoria (lupus, artrite ecc..).
  • Infusi ed erbe per stimolare il sistema immunitario: camomilla, menta, rosa canina ecc..

I cibi sconsigliati:

  • Glutine: le lectine dei cereali con glutine andrebbero ad interferire con il metabolismo, dando maggiore predisposizione per l’obesità e il diabete. In realtà il glutine è un agglomerato proteico che se viene eliminato/limitato in alcuni casi particolari non è perchè “fa ingrassare” o “fa venire il diabete”, ma per problematiche come la celiachia, in alcune patologie gastro-intestinali, o malattie con base infiammatoria che non hanno correlazione con il gruppo sanguigno!
  • Legumi: le loro lectine renderebbero più alcalino il tessuto muscolare, contrastando la condizione tendenzialmente “acida” che consentirebbe all’organismo di metabolizzare in modo efficiente. Sarebbero consigliati solo gli azuki (soia rossa) e i fagioli dell’occhio, ma senza darne una reale motivazione.
  • Latticini soprattutto se stagionati, latte, yogurt, gelato: sarebbero da evitare in particolar modo in caso di tumore all’utero, ovaio, mammella e prostata
  • Cereali, soprattutto quelli con glutine; si specifica che si possono mangiare quelli senza glutine come quinoa, mais, grano saraceno ecc..
  • Zuccheri in generale

Gruppo sanguigno A

l'immagine rappresenta attività fisica leggera, come lo yoga all'aperto

Il gruppo A è quello comparso con l’evoluzione dell’uomo ad agricoltore-allevatore, e quindi con un’alimentazione a base di frutta, verdura, pesce e uova. Questo gruppo è opposto al gruppo 0, poiché sembrerebbe avere un sistema immunitario più sensibile alle infezioni e con un apparato digerente più basico. Inoltre questo gruppo dovrebbe esser più soggetto al cancro poiché le cellule tumorali sembrerebbero avere una maggior affinità per l’antigene A che non le riconosce come dannose (non esistono prove scientifiche di ciò!). Per le persone con Gruppo A, sarebbe ideale una dieta vegetariana e con un’attività fisica più “tranquilla” come lo yoga, golf, nuoto, danza.

I cibi consigliati:

  • Pesce: pesci grassi insieme a quelli magri (la suddivisione tra quello consigliato e non consigliato lascia qualche dubbio). In generale preferire gli allevamenti all’aperto.
  • Carni bianche di tutti i tipi.
  • Bevande alimentari a base di soia: yogurt, tofu, formaggio di soia in sostituzione al latte vaccino e derivati.
  • Arachidi, semi di zucca, noci.
  • Olii: di oliva, vinacciolo, di girasole, di lino, di riso, di semi di zucca.
  • Legumi: come fonte di proteine sostitutive alle carni, evitando però borlotti secchi, fagioli bianchi di Spagna e ceci. Consigliata la soia e i suoi derivati, lenticchie e alcune varietà di fagioli.
  • Cereali senza glutine: grano saraceno e amaranto in assoluto, un pò di riso e pseudocereali.
    (Ma se andiamo a rivedere le indicazioni dei cereali per il gruppo 0, non troviamo una indicazione molto simile?)
  • Frutta: tra quella consigliata ciliegie, ananas, prugne ecc.. Altri tipi invece sono sconsigliati (arance, banane ecc..) senza reale motivo.

I cibi sconsigliati:

  • Carni rosse: le più implicate nell’aumento di peso, poiché mal assimilata e trasformata in grasso corporeo.
  • Latticini: soprattutto gli stagionati e i più grassi, perché rallentano il metabolismo.
  • Anacardi, noci del brasile, pistacchi.
  • Ortaggi: cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo rosso, melanzane, olive nere, patate, patate dolci bianche e rosse, peperoncino, peperoni, pomodori.
  • Zuccheri in genere: considera benefica invece la melassa.

Gruppo sanguigno B

Con i cambiamenti climatici, si sviluppò il gene per il gruppo sanguigno B ed in particolare questo sembrerebbe derivare dalle zone dell’Himalaya, dove i nomadi si adattarono alle temperature molto rigide. Quelle popolazioni erano prevalentemente di pastori e la loro alimentazione non poteva che essere a base dei prodotti di pecore, capre e animali allevati: carni e latticini. Grazie ad una alimentazione più inclusiva e varia, il loro fisico sembrerebbe più resistente a malattie, quali tumori e malattie cardiovascolari, ma meno pronto per malattie più rare a base autoimmune. La miglior attività fisica sarebbe quella che concilia mente e corpo come il nuoto, escursioni, tennis, arti marziali ecc…

I cibi consigliati:

  • Carni: preferire in questo caso la rossa (agnello, capretto, capriolo, cervo, daino ecc..), ma non maiale.
  • Pesce: lista mista tra pesci si e pesci no.
  • Latticini freschi: latte, formaggi e yogurt sia a base di capra, pecora e vaccini. Non indicati per chi ha patologie dove il consumo di latticini è sconsigliato e per chi soffre di colite.
  • Oli: di riso e vinacciolo.
  • Cereali quasi tutti “i senza glutine”; ad esempio quinoa e riso, mentre amaranto e grano saraceno da evitare senza spiegazione.
  • Ortaggi: la maggior parte, anche tutte le patate.
  • Cioccolato, ma senza nocciole.

I cibi sconsigliati:

  • Crostacei e molluschi: poiché possono essere un rischio per la salute.
  • Formaggi grassi e stagionati.
  • Semi e frutta secca.
  • Legumi: alcuni tipi di fagioli e lenticchie, altri invece sono consentiti.
  • Cereali: per questo gruppo si parla proprio di intolleranza verso tutti i cereali, soprattutto con glutine.
  • Zuccheri e derivati.

Gruppo sanguigno AB

Il gruppo sanguigno AB è il più recente ma anche il più raro; sembra derivare dall’incrocio delle popolazioni del caucaso (tipo A) e della mongolia (tipo B). Il sistema immunitario del gruppo AB, non avendo nessuno dei due anticorpi (antiA e antiB), dovrebbe essere il più resistente alle malattie infettive, alle allergie, ma più predisposto ai tumori.
La migliore attività fisica sarebbe quella che diminuisce lo stress mentale, caratteristica del gruppo A, come yoga, nuoto, golf ecc..

I cibi consigliati:

  • Carni: soprattutto quella di tacchino, ma anche agnello, capretto, coniglio, caprone.
  • Pesce: sia alcuni grassi che alcuni magri. Ok pesce in scatola se al naturale.
  • Formaggio: da preferire i freschi, sia vaccini che di pecora/capra.
  • Frutta secca: noci e arachidi.
  • Cereali: miglio e riso.

I cibi sconsigliati:

  • Formaggi: gli stagionati, più grassi.
  • Semi oleosi e nocciole.
  • Legumi: molte tipologie di fagioli, consigliati invece i borlotti.
  • Zuccheri e derivati, con moderazione miele e marmellate.

Dieta del gruppo sanguigno: chi la segue

Non c’è una categoria di persone specifiche che segue o dovrebbe seguire questo regime alimentare ed ora vediamo il motivo.

Questa dieta, o meglio la definirei “ideologia”, può essere in realtà seguita da tutti senza particolari problemi per la salute: non viene nominato un alimento magico che se mangiato in specifica quantità guarisce dal tumore, non si parla di dieta iperproteica o iperlipidica (se non qualche accenno alla dieta chetogenica nel gruppo 0), non vengono completamente escluse categorie alimentari tale da poter provocare gravi carenze in un organismo.
Leggendo con attenzione le pagine del sito dove si descrivono nel dettaglio le varie categorie alimentari per ogni gruppo, si trovano gli alimenti consigliati, sconsigliati, prima visti, ma anche quelli “neutri”, non considerati in questo articolo ma che aumentano la varietà di cibi consentiti ai vari gruppi. Oltre all’elenco di alimenti, il dott. Mozzi fa poi delle specifiche che rendono meno “severe” le indicazioni date.

Non ci sono veri motivi per seguire la dieta del gruppo sanguigno e vi spiego il motivo!

Il parere del nutrizionista!

Premettiamo che ad oggi non ci sono studi o revisioni scientificamente provate e pubblicate da il dott. Mozzi o dal dott. D’Adamo. Nel sito dietagrupposanguigno.net vi sono molte testimonianze di persone soddisfatte dei risultati ottenuti con questa dieta, ma non compaiono citazioni di articoli a sostegno della loro tesi.

Ciò a cui si fa spesso riferimento sono i loro libri come “la dieta del dott. Mozzi”, “la vera dieta dei gruppi sanguigni” di Peter D’Adamo e molti altri, ma non esistono prove, esperimenti o articoli scientifici pubblicati che diano una correlazione tra gruppi sanguigni e dieta

Sono invece presenti articoli in bibliografia che al contrario negano l’associazione tra il genotipo 0, A, B, AB e una specifica dieta. Si è visto che effettivamente l’aderenza a questa dieta sia associata ad effetti favorevoli come la riduzione del rischio cardiovascolare, ma questa associazione è indipendente dal gruppo sanguigno, poiché i risultati non supportano l’ipotesi (ABO genotype, ‘blood-type’ diet and cardiometabolic risk factors – Jingzhou Wang et al, PLoS One. 2014).

Un altro studio trial arriva alla conclusione che il genotipo AB0 non modifica alcuna associazione tra le diete dei gruppi sanguigni e i biomarcatori della malattia cardiometabolica negli adulti in sovrappeso, suggerendo quindi che la teoria alla base di questa dieta non sia valida (ABO Genotype Does Not Modify the Association between the “Blood-Type” Diet and Biomarkers of Cardiometabolic Disease in Overweight Adults. -Jingzhou Wang et al,  J Nutr. 2018).

In questi studi quindi effettivamente si è notato un miglioramento del benessere nelle persone che iniziavano a seguire la loro specifica dieta rispetto ai controlli, ma risulta anche che questo non fosse dovuto alla correlazione gruppo sanguigno – dieta specifica ma invece ad un effettivo cambiamento dello stile di vita e quindi anche alimentare iniziando a seguire delle migliori indicazioni nutrizionali generali.

Se si è fatto caso infatti le indicazioni sopra descritte non sono altro che i suggerimenti di una sana alimentazione e se invertissimo i cibi consigliati per il gruppo 0 con quelli del gruppo A e viceversa, probabilmente noteremo lo stesso beneficio e miglioramento dal momento in cui si modifica l’alimentazione.

Per il gruppo 0 un pò più di carne rossa ma comunque di qualità, non da allevamenti intensivi, escludendo le carni trasformate e conservate, frutta, verdura e pesce sempre presenti anche se con alcune esclusioni o preferenze non fondate.

Ad esempio, per il gruppo 0 si consigliano carni di qualità, evitando quelle trasformate e conservate, la presenza di frutta, verdura e pesce con alcune esclusioni o preferenze secondo motivi non fondati. I latticini sono da preferire freschi rispetto agli stagionati, i cereali quasi sempre sono presenti anche se senza glutine, i legumi sono utilizzati come fonte proteica vegetale e gli oli seppur con qualche differenza di derivazione, sono sempre consentiti. Altre indicazioni generiche che vengono date, quali ridurre gli zuccheri, preferire alimenti freschi e poco conservati e dedicarsi all’attività fisica, sono molto simili a quelle che vengono date anche in un regime alimentare sano basato sullo stile mediterraneo.

La dieta del gruppo sanguigno quindi non è un regime alimentare estremo o pericoloso, anzi, può dare benefici in termini di salute, ma non ha basi scientifiche che provino la correlazione dieta e gruppo AB0 e quindi la restrizione in alcuni alimenti piuttosto che altri.

L’unico modo per sapere quale sia la dieta perfetta per ognuno di noi è quello di affidarsi a specialisti dell’alimentazione, che dopo un’accurata anamnesi e aver fatto le giuste valutazioni, stilino un piano alimentare personalizzato, escludendo e/o preferendo alcuni alimenti rispetto ad altri se, e solo se, c’è una reale necessità.

Dott.ssa
Irene Peretto

Biologa Nutrizionista

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