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Dieta del digiuno

Il digiuno ha origini molto antiche, se pensiamo alla preistoria era molto comune per l’essere umano passare molte ore a stomaco vuoto in modo periodico.

Altro esempio molto comune di digiuno riguarda anche le religioni, dal digiuno quaresimale cristiano al ramadan dei musulmani e al giorno di digiuno degli induisti.

Oggi esistono numerosi tipi di digiuno che possono riguardare un’intera giornata, una fascia oraria della giornata o periodi anche più prolungati; quello che non dovrebbe mai mancare, anche durante i digiuni, è il corretto quantitativo di acqua da introdurre: oltre ad essere necessaria per numerosi processi biologici, l’acqua aiuta a depurare l’organismo.

Il ritorno a pratiche di digiuno che si sta osservando in questi ultimi anni trova la sua giustificazione nel sempre maggiore quantitativo di dati che mostrano come questa tecnica possa aiutare nella prevenzione e terapia dei tumori, del diabete, delle terapie cardio-vascolari, dell’Alzheimer ed di altre malattie degenerative e di malattie infiammatorie e autoimmuni.

La tecnica del digiuno applicata periodicamente permette di aumentare l’ormone della crescita con conseguente incremento della capacità del corpo di perdere massa grassa, anche grazie all’ottimizzazione dei processi orchestrati da glucagone ed insulina.

Errori comuni che riguardano i digiuni sono il mangiare in modo eccessivo e poco sano durante le ore/giorni di alimentazione: non dobbiamo pensare che l’impostazione di una finestra di digiuno ci dia la possibilità prima o dopo di mangiare in modo incontrollato e per fare ciò è bene affidarsi a delle figure specifiche che ci guidino nelle scelte alimentari e che ci permettano di bilanciare l’alimentazione nelle finestre alimentari.

Al tempo stesso diete troppo povere e restrittive possono portare ad un catabolismo della massa magra, quindi nei momenti di alimentazione bisogna ingerire il corretto quantitativo di cibo sottoforma dei giusti macronutrienti.

Tra i digiuni più conosciuti ed utilizzati di questi ultimi anni troviamo il digiuno intermittente 8:16, ovvero la suddivisione della giornata in una finestra alimentare in cui si introducono cibi salutari ed una finestra di digiuno (le ore dei due intervalli possono variare ma la tecnica più comune prevede 8 ore di alimentazione e 16 ore di digiuno) e il digiuno 5/2 ovvero 5 giorni di alimentazione normocalorica e bilanciata da alternare a 2 giorni fortemente ipocalorici.

Seppur in alcuni casi il digiuno venga utilizzato per la perdita di peso, la letteratura ha ormai largamente dimostrato come questa tecnica sia in realtà alla base di un miglior stato di salute con miglioramento della pressione sanguigna e riduzione dell’infiammazione sistemica.

Dott.ssa
Francesca Ballin

Biologa Nutrizionista

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