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Strategie per combattere l’ipercolesterolemia

L’ipercolesterolemia fa parte di quei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari considerati modificabili, nel senso che lo stile di vita può influire direttamente, sia in positivo che negativo.

Per contrastare l’ipercolesterolemia bisogna adottare uno stile di vita sano che comprenda:

  • alimentazione sana e bilanciata
  • attività fisica costante
  • sonno regolare
  • apporto idrico adeguato

In ambito alimentare è importante limitare i grassi saturi (contenuti principalmente in fonti animali quali burro, panna, carni grasse, formaggi) e favorire la scelta di alimenti contenenti grassi mono e poli-insaturi contenuti in fonti vegetali come olio di semi, avocado, frutta secca o in fonti animali quali il pesce azzurro).

I grassi saturi contribuiscono all’aumento dei livelli ematici di colesterolo cattivo perché inducono la riduzione del catabolismo del recettore delle LDL (lipoproteine a bassa densità), le quali trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti.

Oltre a questo tipo di grassi è importante fare anche degli accorgimenti nei confronti dei grassi idrogenati (detti trans). Questi ultimi vengono generalmente indicati in etichetta come “grassi parzialmente idrogenati” perché sono degli oli vegetali che, a livello industriale, subiscono il processo di idrogenazione.

Nel 2004 l’European Food Safety Authority ha affermato che un consumo abitudinale di acidi grassi trans determina modificazioni sul profilo lipidico plasmatico: aumento del colesterolo cattivo e diminuzione di quello buono.

Gli acidi grassi trans si ritrovano nei prodotti da forno e in tutti quegli alimenti grassi che subiscono trasformazioni a livello industriale, come le margarine.

Adottando i principi della Dieta Mediterranea si dovrebbero evitare questo tipo di grassi, in quanto vengono privilegiati i prodotti freschi. In sostituzione dei grassi animali come condimento, vanno preferiti l’olio d’oliva, le olive, l’avocado e i semi oleosi, costituiti principalmente da acidi grassi mono e poli-insaturi.

Quindi, in una dieta sana e bilanciata non è importante limitare l’apporto dei grassi totali, ma limitare i grassi saturi e trans, aumentando il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi mono e poliinsaturi, protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Oltre all’attenzione sui grassi è importante ridurre il consumo di farine raffinate e zuccheri semplici (dolci, zucchero bianco, farina 00) che stimolano la sintesi del colesterolo endogeno e aumentare il consumo di fibra (cereali integrali, frutta, verdura, legumi) che ne limitano l’assorbimento a livello intestinale.

L’attività fisica aerobica è stato dimostrato essere in grado di incrementare i livelli circolanti di colesterolo buono. Tuttavia, per mantenere costante nel tempo il beneficio sul profilo lipidico plasmatico, l’allenamento fisico deve avvenire regolarmente ed essere combinato con la perdita di peso, attraverso un’alimentazione sana.

Le indicazioni dell’OMS consigliano circa 30 minuti di attività fisica moderata al giorno. Questo tipo di attività può essere facilmente svolta da tutte le persone attraverso una camminata a passo svelto o ad una corsa leggera.

Ciò comporta, soprattutto in soggetti sedentari, un enorme beneficio per la salute!

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Dott.ssa
Anna Volpin

Biologa Nutrizionista

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